Berlino, il pronipote di Bonhoeffer contro la corona dell’AfD

Foto: FGMediaRelations. Tobias Korenke, il pronipote di Dietrich Bonhoeffer.

Roma (NEV), 24 giugno 2026 – Alla commemorazione dell’attentato a Hitler del 20 luglio 1944 Tobias Korenke ha tentato di rimuovere l’omaggio floreale del partito di estrema destra. La Fondazione 20 luglio respinge le strumentalizzazioni. Le chiese protestanti, in Germania e in Italia, tornano a interrogarsi sull’uso politico della resistenza al nazismo.

Lunedì 20 luglio, nel cortile d’onore del Bendlerblock a Berlino, la cerimonia non era ancora cominciata. Tobias Korenke si è avvicinato alla corona deposta da Alternativa per la Germania (AfD) e ha provato a toglierla. Gli addetti alla sicurezza lo hanno fermato. Nella colluttazione la corona è stata danneggiata.

Korenke è pronipote di Dietrich e Klaus Bonhoeffer e nipote di Rüdiger Schleicher. Tre uomini della resistenza tedesca, tutti uccisi dal regime nazista nella primavera del 1945.

La Fondazione 20 luglio 1944 in una nota ha ribadito che la commemorazione è dedicata esclusivamente alle vittime della resistenza e non a iniziative di partito. Le corone deposte ogni anno dall’AfD, aggiunge, feriscono molti familiari dei resistenti. Buona parte di ciò che il partito rappresenta contraddice le convinzioni per cui quelle persone morirono.

Thorsten Latzel, presidente della Chiesa evangelica della Renania, ha espresso solidarietà a Korenke su Instagram. “Deve essere terribile”, ha scritto, “assistere alla strumentalizzazione politica della memoria dei propri familiari da parte di un partito classificato dall’Ufficio federale per la protezione della Costituzione come sospetto caso di estremismo di destra – e in alcuni Länder come organizzazione estremista accertata”.

Cosa accadde il 20 luglio 1944

Claus Schenk, conte von Stauffenberg, posò una valigetta con l’esplosivo nella sala riunioni del quartier generale di Hitler e uscì con una scusa. Pochi minuti dopo la bomba esplose. Delle ventiquattro persone presenti ne morirono quattro. Hitler sopravvisse. Il colpo di Stato fallì e Stauffenberg venne fucilato quella stessa notte, insieme ad alcuni compagni.

Le indagini successive portarono alla luce documenti che incriminavano Dietrich Bonhoeffer. Il teologo si era opposto fin dal principio alla politica razziale e all’allineamento della società e della Chiesa al regime. Nel 1943 il gruppo attorno a lui organizzò diversi tentativi di attentato, tutti falliti. Bonhoeffer fu arrestato e, per ordine di Hitler, impiccato il 9 aprile 1945. Aveva 39 anni.

Una memoria contesa

Sul significato dell’attentato del 20 luglio 1944 la discussione storiografica resta aperta. Gran parte della rete attorno a Stauffenberg rifiutava la democrazia parlamentare. Diversi militari coinvolti nella congiura avevano preso parte a crimini di guerra. Nel dopoguerra, il 20 luglio assunse anche un altro significato: contribuì a legittimare l’esercito tedesco in fase di ricostruzione e a offrire al Paese una narrazione capace di attenuarne il peso della coscienza.

Perché l’AfD guarda a Stauffenberg

L’uso che l’estrema destra fa del 20 luglio ha un obiettivo preciso. L’attentato viene presentato come modello di una “rivoluzione conservatrice”. Il metodo consiste nel tracciare parallelismi tra lo Stato nazista e la Repubblica federale, fino a sostenere che la democrazia di oggi sarebbe un regime ingiusto da abbattere. I discendenti di Stauffenberg respingono questa lettura.

La posizione delle chiese protestanti

La Chiesa evangelica luterana unita di Germania (VELKD) aveva già preso posizione nel marzo 2024, al termine della sessione della Conferenza episcopale a Dresda: chi vota l’AfD sostiene un partito che calpesta la visione cristiana dell’essere umano, viola per programma il comandamento dell’amore per il prossimo e avvelena lo spirito della convivenza.

Johannes Ruschke, decano della Chiesa evangelica luterana in Italia (CELI), Chiesa membro della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), condivide quella presa di posizione, come pure quella dell’EKD e della Conferenza episcopale tedesca. “I principi politici del partito non sono compatibili con la visione cristiana dell’uomo”, dice. L’ostilità verso determinati gruppi viola il comandamento dell’amore per il prossimo.

Per Ruschke, in un’Europa dove il populismo torna presentabile, le chiese devono far sentire la propria voce, e devono farlo a partire dal testo: “La Bibbia è un libro politico. Per questo vedo il compito della Chiesa anche nel portare i principi etici che contiene nella società di oggi”.

Fulvio Ferrario, professore di Teologia sistematica alla Facoltà valdese di Teologia, condivide la condanna delle chiese evangeliche tedesche. Ma avverte che il fenomeno ha radici più profonde di un partito: “Il populismo di destra da un lato alimenta, dall’altro risponde a paure non sempre chiare ma profonde, che si riscontrano anche in chi frequenta le chiese e in chi ne fa parte”.

Il rischio, per Ferrario, non riguarda solo la Germania: “In un certo senso questo populismo è già al governo del Paese. Quello che le chiese possono fare è un lento, nascosto, modesto lavoro di chiarificazione delle coscienze e della coscienza civica. La fede cristiana ispira un tipo di civismo che forse in questo momento può costituire una risorsa”.

Bonhoeffer conteso

Anche il teologo è diventato materiale di parte. Negli Stati Uniti gli evangelicali di estrema destra ne hanno fatto l’archetipo del credente in armi contro il male assoluto, e leggono i suoi scritti come manuale di “resistenza” alla società liberale. In Germania la destra radicale segue la stessa strada: tra gli altri, il dirigente dell’AfD Björn Höcke. I discendenti di Bonhoeffer si sono opposti pubblicamente a entrambe le operazioni.

Ferrario indica un’altra lettura possibile. Nei testi e nella biografia di Bonhoeffer si può trovare “un’ispirazione all’autonomia intellettuale, cioè al coraggio e alla lucidità. A volte è difficile, perché quando tutti dicono il contrario non è semplice pensare con la propria testa, non è semplice andare oltre gli slogan. Gli slogan di destra e anche quelli di sinistra”.

Ruschke ricorda quanto Bonhoeffer abbia tenuto insieme per tutta la vita la sequela di Cristo e l’azione concreta. “Tacere davanti all’ingiustizia è sbagliato”, sottolinea. E la Chiesa è davvero Chiesa solo quando si mette al servizio degli altri e si batte per loro: non soltanto nella diaconia, ma anche nel chiamare l’ingiustizia con il suo nome.


Per approfondire

NEV – Scheda: Dietrich Bonhoeffer

VELKD – «Die AfD tritt das christliche Menschenbild mit Füßen» (19 marzo 2024)

Chiesa luterana in Italia – L’AfD vuole arruolare le chiese

evangelisch.de – Streit um AfD-Kranz überschattet Gedenken an den 20. Juli (21 luglio 2026)

evangelisch.de – Präses Latzel hat Verständnis für Bonhoeffer-Großneffen (22 luglio 2026)

Stiftung 20. Juli 1944 – Stellungnahme

Deutschlandfunk Kultur – Bonhoeffer e la strumentalizzazione della destra