Roma (NEV), 28 luglio 2026 – È iniziata domenica 26 luglio, presso la foresteria del Monastero di Camaldoli, la 62ª Sessione di formazione ecumenica del SAE (Segretariato attività ecumeniche – aps) sul tema “Chiese nella secolarizzazione: una prospettiva ecumenica. Tu sei veramente un Dio misterioso (Is 45,15)”.
Fino al 1° agosto donne e uomini, teologi/e, pastori/e, laiche e laici di diverse confessioni cristiane ed esponenti del mondo ebraico e islamico rifletteranno e si confronteranno su presente e futuro della fede in un mondo che cambia. La sessione si articolerà in plenarie, laboratori, liturgie, meditazioni e momenti conviviali.
L’apertura e i saluti istituzionali

La prima giornata è iniziata con la preghiera ecumenica preparata dal gruppo misto liturgico che ha aperto sulla speranza evocata dal profeta Abacuc e nella lode del salmo 98. È seguito il saluto di dom Matteo Ferrari, priore di Camaldoli e priore generale della congregazione camaldolese dell’ordine di San Benedetto.
Ha introdotto i lavori il teologo Simone Morandini, presidente del Sae, ringraziando tutte e tutti che hanno collaborato all’organizzazione dell’evento e alla Tavola valdese e alla Conferenza episcopale italiana che con i loro contributi sostengono le sessioni del Sae.
«Ci incontriamo in un tempo che è di guerra, di guerra che coinvolge tra l’altro le religioni e le chiese in forme che non vorremmo vedere – ha detto Morandini -, tempo di fondamentalismi che devastano il Vangelo con ermeneutiche inaccettabili e favoriscono lacerazioni entro le chiese. Un tempo che è però anche, grazie a Dio, un tempo di dialogo». Ricordando la sesta Conferenza mondiale di Fede e Costituzione, il rinnovo della Charta Oecumenica, il Simposio di Bari e il Patto tra le religioni di Roma, Morandini ha infatti sottolineato quanto in essi sia riscontrabile una resistenza contro culturale, un modo di dire pace in tempi difficili.
Morandini ha inoltre colto l’occasione per ricordare che quest’anno 2026 ricorrono i sessant’anni della fondazione ufficiale del Sae, due anni dopo la prima sessione, che si tenne alla Mendola nel 1964.
Avviando la riflessione sul tema, Morandini ha evidenziato il passaggio dall’era della cristianità all’attuale epoca di secolarizzazione. Ha definito questo tempo una condizione complessa e ambivalente: da un lato Dio è “socialmente percepito come realtà privata”, dall’altro coesiste come un “Dio dai molti volti in un mercato delle religioni globale”. Questa transizione è vissuta da alcuni come una stagione liberante, ma rischia anche di vedere l’idea di Dio strumentalizzata per sostenere guerre.

Secolarizzazione e secolarismo: l’analisi di Debora Spini
All’introduzione alla sessione di Morandini, ci si è addentrati sul tema con le definizioni sociologiche dei processi di secolarizzazione e del secolarismo, un progetto politico che vuole la separazione tra sfera politica e religiosa, guidati dalle riflessioni, in collegamento video, della filosofa Debora Spini.
Spini è partita dal concetto del padre della sociologia moderna, Max Weber, secondo cui la secolarizzazione indicava il processo attraverso cui lo stato avocava a sé i beni della Chiesa cattolica. Il filosofo preferiva usare la parola disincanto, che è l’effetto della modernità: il mondo non è più magico, sono la scienza e la tecnologia gli strumenti che spiegano il mondo. Ha poi proseguito citando Peter Berger, uno dei sociologi che hanno sviluppato la teoria della secolarizzazione e che inizialmente la riteneva un destino necessario che portava a una scomparsa progressiva della religione nella sfera pubblica. Ha continuato poi con il filosofo canadese Charles Taylor, per cui la secolarizzazione non portava a un arretramento della religiosità, ma a una trasformazione dell’essere religiosi. Il fatto che oggi ci rivolgiamo alla scienza non vuol dire che non si possa essere religiosi: si è religiosi in maniera diversa.
Passando poi alla definizione di secolarismo, Spini ha precisato come faccia altrettanto riferimento a diversi modelli. In tal senso gli esempi posti sono quello della Francia, con un’espulsione della religione dalla sfera pubblica, e quello degli Stati Uniti, dove la separazione è tra lo Stato e le Chiese, non tra la società e le chiese. Nella tradizione costituzionale Usa nessuna chiesa aveva privilegio rispetto alle altre. Oggi il modello è in crisi perché il muro di separazione sta cadendo e c’è una forte connessione tra il governo e una certa visione religiosa.
Spini ha poi concluso sottolineando le grandi sfide odierne in termini di pluralismo religioso: come costruire società democratiche accoglienti e continuare a garantire alcune conquiste comuni di base? Fino a dove si deve spingere il pluralismo religioso per salvaguardare diritti e doveri universali?
Il dono della secolarizzazione: l’intervento di Luigi Berzano

Il secondo relatore della mattinata è stato Luigi Berzano, professore emerito di Sociologia all’Università di Torino e parroco in provincia di Asti. Riflettendo sul tema della secolarizzazione e “oltre”, Berzano ha rilevato i due limiti maggiori della teoria: la previsione di un’eclissi del sacro che non è avvenuta, e il non avere visto i suoi effetti positivi.
Il professore si è poi soffermato sull’“oltre”, ossia su cosa accada oggi a chi segue Gesù all’interno delle società secolari. In questa “quarta secolarizzazione” – quella legata agli stili di vita – Berzano ha esplorato questo concetto in quattro contesti tipici: la diaspora, la disseminazione, la pluralizzazione spirituale e la risignificazione dei simboli.

In conclusione, Berzano ha richiamato Max Weber per metterne in luce gli aspetti positivi, affermando con convinzione che tale processo «non ha svuotato la religione nella sua esperienza, storia e conoscenza, ma ne ha trasformato le relazioni con la diversità del mondo secolare nel quale viviamo, generando disponibilità spirituali».
È seguito infine un ricco dibattito che ha permesso al relatore di rispondere alle tante domande e di ampliare il dialogo sulle dinamiche odierne, dalla liturgia, al trans-teismo, al tradizionalismo, all’intelligenza artificiale, alla formazione dei giovani.
Leggi i comunicati integrali sul sito del SAE: Iniziata a Camaldoli la LXII Sessione di formazione ecumenica del SAE

























