Roma (NEV), 29 luglio 2026 – «Tra le parole» a cura di Gian Mario Gillio è andata in onda domenica 26 luglio per il «Culto evangelico», trasmissione (del Giornale Radio) di Rai Radio1 a cura della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI). Per riascoltare il programma è possibile collegarsi al sito: www.raiplaysound.it
Sabato 25 luglio si è tenuta a Prali (To) l’inaugurazione della ventitreesima edizione di “Pralibro”, ogni anno dedicata “all’Italia che legge”: «un motto per fare una riflessione più ampia rispetto alle singole presentazioni librarie – ci dice Sara Platone della libreria Claudiana di Torino, ospite a “Tra le parole”, che insieme a Rocco Pinto, della libreria Il Ponte sulla Dora, organizza la kermesse libraria in val Germanasca –. Quest’anno – prosegue Platone – abbiamo deciso di invitare Cecilia Cognini, direttrice delle Biblioteche civiche di Torino, che ci parlerà del progetto mastodontico della Biblioteca Civica centrale, che sarà la seconda biblioteca più grande d’Europa. E per proseguire con “l’Italia che legge”, avremo altri ospiti come Nicola Lagioia e Emanuela Stefanelli della libreria Hoepli di Milano – che ha appena chiuso –, e tanti altri librai della nostra penisola».
Con il cambiamento climatico in atto, e la morsa del caldo che attanaglia tutti da mesi, andare in alta quota per raggiungere Prali sarà un valore aggiunto a quello culturale dell’evento. Tante le autrici e tanti gli autori, più conosciuti e meno conosciuti, per delineare un fil rouge della rassegna, l’ascolto: «Una kermesse – rileva Platone – che per due mesi sarà in ascolto del pubblico. A fine manifestazione, ogni anno raccogliamo le suggestioni e i desiderata del pubblico; tra questi, emergono ogni volta desideri nuovi, ma permane sempre la voglia di attualità, di spazi per le famiglie e serate più leggere. Quest’anno, infatti, abbiamo inserito il cinema e il teatro tra le serate».
La rubrica “Tra le parole” ha proposto un brano musicale del gruppo ‘Lou Dalfin’ tratto dalle Teche Rai in un’esibizione nella quale la band occitana, che si esibì in questo caso nel 2004 a Dolceacqua (Imperia), propose dal vivo l’inno occitano per eccellenza, ‘Se chanto’ (un video su youtube racconta quell’esperienza). La band musicale era come di consuetudine capitanata da Sergio Berardo alla Ghironda, canto e flauto.
L’Occitania, compresa la val Germanasca, è una vasta area storico-culturale dove ancora “si parlano” due lingue provenzali: la lingua d’oc e il patois, che idealmente fungono da cerniera naturale a questa terra, una terra di confine tra l’Europa mediterranea e i Pirenei, la vicina Spagna e, appunto, il territorio alpino italiano.
La val Germanasca è anche terra di valdesi, minoranza religiosa: «In questa terra la cultura occitana e quella valdese convivevano senza contrasti – dice Platone –. Immaginiamoci la vita di una classica famiglia dell’Ottocento: la loro lingua era il patois o il francese, si tramandavano e si ricevevano le tradizioni occitane, si ballavano musiche occitane e la domenica si andava al tempio, e la religione era valdese. Bruna Peyrot ha pubblicato un nuovo libro sui valdesi, lo presenteremo, e Francesca Tasca con il suo viaggio storico tra Valdo di Lione e Francesco d’Assisi ci farà entrare nel mondo valdese delle origini».
Asmae Dachan, domenica 26 ha presentato il suo libro ‘Siria, il giorno dopo’ ed è stata raggiunta telefonicamente dalla Rai: «Presentare il mio libro insieme agli amici della comunità valdese è sempre un piacere, quella valdese è una comunità attenta alla questione siriana e si è attivata promuovendo i “corridoi umanitari”, permettendo a centinaia di famiglie siriane di arrivare in Italia, di ottenere rifugio e cure necessarie, salvando così la vita di tante e tanti bambini. Il libro è uno spartiacque e immortala due momenti particolari della vita e della storia della popolazione siriana: quella della caduta di un regime al potere per mezzo secolo – con gli ultimi 14 anni caratterizzati da una brutale guerra – e quello del giorno dopo, caratterizzato dalle speranze ma anche dalle incertezze e dalle fragilità».
Sara Platone in conclusione ha ricordato che «La sfida è proprio quella di tenere insieme il locale con gli appuntamenti dedicati al territorio e il globale. Oltre alla Siria – conclude –, racconteremo l’Iran con Faryan Sabahì e la Palestina con Amal Bukhareb. Anche la politica, la scuola, l’ecologia e il cambiamento climatico – con Luca Savarino e Paolo Vines – saranno alcuni dei temi protagonisti. Ne proporremo ben cinquantacinque. Dunque, vi aspettiamo»


























