“Valdesi. Donne e uomini nella Storia”: l’intervista a Bruna Peyrot

Frame tratto dall'intervista della Chiesa evangelica valdese

Roma (NEV), 30 luglio 2026 – “Ci sarebbe da affrontare un processo di consapevolezza maggiore di quello che osservo. Per esempio, oggi è già provocatoria l’organizzazione stessa della Chiesa valdese e dei valdesi. Questa serie di assemblee che organizzano il processo decisionale — da un’assemblea piccola in una singola comunità fino al Sinodo che raccoglie i deputati delle chiese, metà laici e metà pastori — risulta una provocazione in un contesto contemporaneo in cui l’attenzione si concentra sull’esecutivo assoluto di una persona sola, di un premierato. Allora, se avessimo una maggior consapevolezza di come questa organizzazione parli da sé, forse la potremmo valorizzare di più”. 

È quanto raccontato da Bruna Peyrot, storica, presidente della Fondazione Centro Culturale Valdese e autrice del libro “Valdesi. Donne e uomini nella Storia”, pubblicato dalla casa editrice Claudiana. Nell’intervista condotta da Sabina Baral — resa disponibile sui canali ufficiali della Chiesa Valdese – Peyrot motiva la decisione di analizzare il percorso di una minoranza con l’intento di “riproporre storie che, pur avendo una base scientifica, si presentino in forma narrativa”, in grado di recuperare “i nessi, i ragionamenti, scene del passato che fanno vedere delle vicende umane”. Facendo poi riferimento al sottotitolo del volume, aggiunge: “Donne e uomini nella storia che hanno cercato di rispondere da credenti alle situazioni storiche che hanno vissuto”. 

La conversazione prosegue sul valore della storia intesa non solo come un’eredità da conservare, ma come vicenda viva da trasmettere, approfondendo inoltre la distinzione tra “terra” e “territorio” e il significato profondo di identità.