Roma (NEV/UMNews), 3 Settembre 2026 – di Thomas E. Kim – traduzione e adattamento a cura della redazione NEV.
Il venerdì sera, il ‘Book & Coffee Shop’ presso la Grace United Methodist Church a Olathe assomiglia meno a un locale di culto e più a uno dei ristoranti coreani più affollati di Kansas City.
I clienti vengono per il ‘gomtang’ — una zuppa di manzo tradizionale coreana — e per altri piatti preparati da Changhyun Kim, pastore metodista e chef certificato di cucina coreana. Nelle ultime settimane, il locale ha registrato oltre 200 presenze ogni sera.
Tuttavia, Kim non ha avviato ‘The Table Korean Cuisine’ semplicemente per gestire un ristorante.
“The Table non è stato avviato per le persone che sono già in chiesa”, ha detto Kim. “Volevamo incontrare le persone fuori dalla chiesa”.
Il ristorante è un ministero della Bonfire United Methodist Church, una nuova congregazione supportata dal ministero dello sviluppo ecclesiale della Great Plains Conference. La sua visione si riassume in tre frasi: “Amare Dio; amare le persone; oltre le mura della chiesa”.
La chiesa è iniziata con Kim e altre due famiglie. Sebbene la sua congregazione di fedeli rimanga piccola, la sua portata attraverso ‘The Table’ è cresciuta notevolmente. Sei membri del personale retribuiti e tre volontari aiutano a gestirlo.
‘The Table’ è iniziato in modo più modesto a casa di Kim, dove serviva pasti coreani a più portate a ospiti invitati. Successivamente si è trasferito alla Grace United Methodist Church e si è orientata verso il ‘gomtang’ e altri piatti che Kim riteneva potessero offrire ai clienti un gusto più autentico della cucina coreana.
Alcune persone lo avevano avvertito che non avrebbe funzionato, dicendo che il pollo fritto coreano, il barbecue, il ‘bulgogi’ o il ‘bibimbap’ avrebbero venduto meglio di piatti sconosciuti come il ‘gomtang’.
Kim e la congregazione Bonfire hanno scelto diversamente. Poiché ‘The Table’ era inteso come un ponte tra la chiesa e la comunità, hanno pensato che le persone in cerca di cibo coreano autentico potessero anche essere aperte alla cultura coreana e a nuove relazioni.
La popolarità del ristorante è salita alle stelle dopo che un social-media influencer locale lo ha visitato e ha pubblicato un post al riguardo.
Chaeyoung Kang, cresciuta nella chiesa, ha aiutato a servire i pasti durante i primi giorni di ‘The Table’. Ha raccontato che servire in una comunità così piccola ha cambiato il suo modo di intendere il ministero.
“In una chiesa più grande, a volte servivo senza vedere le persone in profondità” ha raccontato Kang. “Qui, ogni singola persona che arriva è nuova e preziosa. Ho iniziato a capire: ‘Sto servendo per questa specifica persona’”.
‘The Table’ reindirizza anche parte dei suoi proventi alla comunità di Kansas City. L’ultima settimana di ogni mese, ha spiegato Kim, il reddito netto viene donato a un’organizzazione no-profit o comunitaria locale.
Il legame tra cibo e ministero risale alla stessa chiamata al ministero di Kim.
Mentre studiava teologia in Corea, Kim ha lottato con le parole di Cristo a Pietro: “Pasci le mie pecore”. Per un certo periodo, ha preso quelle parole quasi alla lettera. Ha lasciato temporaneamente il seminario, ha imparato la cucina coreana, ha ottenuto un certificato culinario e ha lavorato con sua madre in un’attività alimentare.
In seguito, è tornato agli studi teologici e si è laureato presso la ‘Saint Paul School of Theology’ nel 2022.
L’immagine di Gesù che nutre i suoi discepoli dopo la Resurrezione ha contribuito alla scelta del nome ‘Bonfire’ (Falò). Kim è stato attratto dalla scena del capitolo 21 di Giovanni, in cui il Cristo risorto incontra i discepoli che erano tornati a pescare e prepara la colazione accanto a un fuoco di brace.
“Volevo che questa chiesa ricreasse quell’invito e quell’amore di Gesù sul mare di Tiberiade” ha spiegato Kim.
‘Bonfire’ ha trovato casa presso la ‘Grace United Methodist’ dopo che i leader della conferenza hanno aiutato a creare un collegamento tra la nuova congregazione e la chiesa.
Barry Dundas, pastore senior della ‘Grace United Methodist’, inizialmente pensava che Kim avesse semplicemente bisogno di uno spazio per l’ufficio.
“Gli dissi: ‘Ho sentito che hai bisogno di un ufficio’,” ricorda Dundas. “Lui mi ha risposto: ‘Non ho bisogno di un ufficio. Potrei averlo a casa mia. Ho bisogno di un posto per incontrare le persone'”.
Dundas ha mostrato a Kim l’edificio e ha offerto spazi per il culto, gli incontri e il ministero.
Quella che era iniziata come ospitalità è cresciuta fino a diventare una partnership.
“La vediamo davvero come una partnership”, ha raccontato Dundas. “Non sono dei semplici affittuari”.
Dundas ha aggiunto che ‘Bonfire’ ha anche ampliato la comprensione della ‘Grace United Methodist’ riguardo al proprio impegno nel rendere tutti benvenuti: “Tutti sono benvenuti non significa solo ‘siete i benvenuti se venite e fate parte di ciò che stiamo facendo noi’”.
‘Grace’ e ‘Bonfire’, ha spiegato, possono mantenere le loro comunità distinte pur condividendo lo spazio e il ministero. Inoltre, ‘Bonfire’ si connette con persone che ‘Grace’ probabilmente non sarebbe riuscita a raggiungere da sola.
Questo accento sul superamento dei confini era visibile durante il culto domenicale di Bonfire.
Predicando a conclusione di una serie estiva sui frutti dello Spirito, Kim ha affermato che l’amore, la gioia, la pace, la pazienza, la gentilezza, la bontà, la fedeltà, la dolcezza e l’autocontrollo non sono semplicemente segni di maturità spirituale privata. Diventano visibili nelle relazioni, in particolare con persone che sono diverse.
“Il frutto dello Spirito non ci rende semplicemente persone più simpatiche”, ha predicato Kim. “Ci rende persone che, come Gesù, abbattono i muri.”
Kim ha fatto riferimento al primo conflitto cristiano in cui ebrei e gentili, che avevano condiviso la stessa tavola, si erano separati, affermando che il Vangelo chiama i cristiani a ripristinare le relazioni superando le divisioni culturali e sociali.
Il pastore Hyunjin Cho, sovrintendente del distretto nord-est del Kansas, ha dichiarato che ‘Bonfire’ si trova ancora in una fase iniziale, ma il suo approccio potrebbe incoraggiare altre congregazioni che cercano modi creativi per connettersi con le proprie comunità.

























