Roma (NEV), 8 settembre 2026 – di Claudia Buo e Libero Ciuffreda – Una vera e propria risposta dal basso contro il vento sovranista e suprematista che in queste ore ha raggiunto il suo zenit con l’affermazione dell’estrema destra in Sassonia-Anhalt, un piccolo Land della Germania orientale con una popolazione simile a quella di Francoforte.
Mentre il partito Alternative fur Deutschland (AfD) festeggia perché è arrivato ad un passo dal potere a livello regionale per la prima volta dalla Seconda Guerra Mondiale, annunciando l’uscita dall’euro, forti restrizioni all’immigrazione, classi separate per bambini non tedeschi ed altre narrazioni già note al tempo del nazismo, i Comuni di Ventotene (LT), Sabaudia, (LT) Valsavarenche (AO) e Torre Pellice (TO), insieme all’Istituto di studi federalisti europei di Altiero Spinelli, hanno rinnovato il patto di gemellaggio e di collaborazione.
Un Patto per sensibilizzare, soprattutto le nuove generazioni, richiamando i principi di pace, federalismo e collaborazione tra i popoli contenuti nel “Manifesto di Ventotene” e nella “Carta di Chivasso”.
Certo non bisogna sottovalutare il risultato dell’AfD, ma nemmeno proiettarlo automaticamente al livello nazionale o secondo alcune forze di destra anche italiane a tutto il continente europeo.
I piccoli Comuni italiani ci indicano una via anche per bloccare la rappresentazione psicologica tanto di ”moda” del disfattismo e del populismo contro l’Europa.
In un mondo in fiamme, ove la ricchezza si concentra nelle mani di una dozzina di miliardari, alimentando fragilità e disperazione tra le popolazioni, l’illusione che risposte identitarie dei singoli Paesi rappresentino la soluzione alle crisi geopolitiche, non è soltanto fuorviante, ma risulta priva di razionalità e richiama ad un passato immaginario che forse non è mai esistito e che comunque non può tornare.
Di fronte a potenze di dimensioni continentali come USA e Cina, ed altre ancora in arrivo, nessun Stato membro della UE può farcela da solo.
Possiamo rimanere indipendenti e difendere i nostri valori democratici e dei diritti soltanto come Unione Europea.
Certo, serve un salto di qualità all’imperfetto governo europeo attuale guidato da Ursula von der Leyen, incapace di rispondere alle paure e alle esigenze di milioni di cittadini, stretti dalla morsa della crisi economica e vittime della paura sempre più concreta di mancanza di speranza per i giovani.
Gli europei devono compiere una scelta semplice e pragmatica: unirsi o perire.
Per non perire bisogna far tesoro delle iniziative dei piccoli Comuni e delle proposte per rilanciare l’economia contenute nei rapporti Letta e Draghi.
Altrimenti continueranno a vincere quelle forze politiche che offrono risposte identitarie, che non risolvono i problemi, anzi minano la democrazia liberale, lo Stato sociale ed in generale il modello della condivisione della sovranità (Trattato di Maastricht), costruito con grande fatica per garantire la pace tra i Paesi che per secoli si sono combattuti.
Claudia Buo e Libero Ciuffreda, Movimento Federalista Europeo – Sezione di Chivasso
Chivasso, 7 settembre 2026
Leggi anche: , , : – Riforma.it


























