{"id":1829,"date":"2012-12-12T12:49:38","date_gmt":"2012-12-12T11:49:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.nev.it\/nev\/?p=1829"},"modified":"2016-10-08T12:51:34","modified_gmt":"2016-10-08T10:51:34","slug":"laicita-fcei-le-parole-di-scola-aggrediscono-il-principio-di-laicita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.nev.it\/nev\/2012\/12\/12\/laicita-fcei-le-parole-di-scola-aggrediscono-il-principio-di-laicita\/","title":{"rendered":"Laicit\u00e0. FCEI: &#8216;Le parole di Scola aggrediscono il principio di laicit\u00e0&#8217;"},"content":{"rendered":"<p>Roma (NEV), 12 dicembre 2012 &#8211; Con un comunicato stampa diffuso lo scorso 7 dicembre la Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI) ha preso posizione su quanto pronunciato dal cardinale Angelo Scola, arcivescovo di Milano, in occasione del tradizionale discorso per la festa del patrono della citt\u00e0, Sant&#8217;Ambrogio. Il cardinale, partendo da una riflessione generale sull&#8217;anniversario dell&#8217;Editto di Milano del 313, ha parlato di un &#8220;inizio mancato&#8221; in materia di libert\u00e0 religiosa, per poi passare ad un&#8217;analisi contemporanea che vedrebbe una presunta esclusione dallo spazio pubblico delle religioni, esclusione riconducibile alla laicit\u00e0 dello Stato inteso come neutralit\u00e0 nei confronti delle espressioni di fede. Un ragionamento, quello di Scola, che in questi giorni ha suscitato diverse reazioni da parte di opinionisti credenti e non credenti.<\/p>\n<p>Sconcerto per le parole di Scola \u00e8 arrivato anche da ambienti evangelici. Di seguito la dichiarazione raccolta a caldo dal politologo Paolo Naso, coordinatore della Commissione studi della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), e diffusa lo scorso 7 dicembre a mezzo di comunicato stampa: &#8220;Le parole del cardinale Scola nel tradizionale messaggio alla citt\u00e0 del 6 dicembre, lasciano sorpresi e sbigottiti perch\u00e9 aggrediscono quel principio di laicit\u00e0 che costituisce, oltre che un caposaldo della nostra Costituzione, l\u2019architrave di ogni modello di convivenza tra fedi diverse nello spazio pubblico. L\u2019arcivescovo di Milano va persino oltre il tradizionale appello di questo pontificato per una &#8216;sana laicit\u00e0&#8217; e denuncia &#8216;una cultura fortemente connotata da una visione secolarizzata dell\u2019uomo e del mondo, priva di apertura al trascendente&#8217; e che, se fatta propria dallo Stato, &#8216;finisce inevitabilmente per limitare la libert\u00e0 religiosa&#8217;. Scola \u00e8 fine intellettuale e, se usa parole cos\u00ec nette ed esprime giudizi cos\u00ec perentori, \u00e8 chiaro che ha un obiettivo preciso: a noi pare che intenda richiamare il suo gregge al fatto che il pastore \u00e8 cambiato, che il tempo di Martini e Tettamanzi \u00e8 ormai finito e con esso quello spirito di pluralismo, di laicit\u00e0 e di dialogo che per una lunga stagione hanno caratterizzato il cattolicesimo ambrosiano. Ruvidamente, come ruvide sono state le parole udite dalla Cattedra di Sant\u2019Ambrogio, potremmo definirla &#8216;restaurazione'&#8221;.<\/p>\n<p>Il pastore della chiesa valdese di Milano, Giuseppe Platone, che \u00e8 anche segretario del Consiglio delle chiese cristiane del capoluogo lombardo (CCCM), per parte sua ha rilasciato la seguente dichiarazione: &#8220;Il cardinale Scola ci ha crudemente messi di fronte al fatto di trovarci, sul tema della libert\u00e0 religiosa, su posizioni lontane, contrapposte, che in prospettiva rischiano di rendere il cammino ecumenico ancora pi\u00f9 faticoso di prima. Non siamo comunque di fronte a degli ultimatum o diktat ma a posizioni, teologicamente e culturalmente diverse che possono (e forse desiderano) un confronto leale, senza scomuniche ma anche senza sconti. Dopo quindici anni di un cammino che ha visto cadute e energici rialzamenti, il CCCM, alla vigilia dell&#8217;anniversario della &#8216;svolta costantiniana&#8217;, \u00e8 di fronte ad una sfida seria che deve trovare la sua risposta nella fedelt\u00e0 all&#8217;evangelo del Cristo che ha dato tutto se stesso senza prendere nulla per s\u00e9. Come dire che le religioni, che camminano tutte con le gambe di credenti e di cittadini, imparino a fare un passo indietro per il bene comune&#8221;.<strong><\/p>\n<p>La guerra fredda del cardinale Scola<br \/>\n<\/strong><strong><br \/>\n<\/strong>di Paolo Naso \u2013 da\u00a0<a href=\"http:\/\/www.chiesavaldese.org\/\">www.chiesavaldese.org<\/a><\/p>\n<p>Nel consueto messaggio del 6 dicembre l\u2019arcivescovo di Milano, Angelo Scola, ha usato parole forti e chiare contro la neutralit\u00e0 dello Stato in materia religiosa e quindi contro un fondamentale principio giuridico e filosofico alla base dei moderni stati laici. Sembra cos\u00ec concludersi una lunga stagione teologica e culturale che nei decenni scorsi ha portato il cattolicesimo ambrosiano a dialogare con la cultura laica e persino con quella atea.<br \/>\nCon il messaggio del suo arcivescovo, la Chiesa ambrosiana rivendica una sua anomala idea di laicit\u00e0, distinta e distante da quella del pensiero liberale tradizionale, come \u00e8 noto fondata proprio sulla neutralit\u00e0 dello Stato riguardo alle questioni religiose: per essere pi\u00f9 chiari quel principio che afferma che su alcune materia \u201cdi coscienza\u201d lo Stato liberale e democratico non ha un \u201cpunto da difendere\u201d ma si affida al libero confronto nello spazio pubblico e nelle sedi istituzionali. Laicit\u00e0, quindi: a protezione di uno Stato \u201ccasa di tutti\u201d che non discrimina chi crede, chi non crede o chi crede in forme diverse da quelle convenzionali o della maggioranza; ma laicit\u00e0 anche a protezione della libert\u00e0 delle confessioni religiose che non devono sottostare al potere del principe.<\/p>\n<p>Se in altre occasioni l\u2019obiettivo polemico dei vertici cattolici era il relativismo, da Milano \u00e8 partito uno strale anche contro la \u201cneutralit\u00e0\u201d che agli occhi del cardinale Scola dissimulerebbe il sostegno \u201ca una visione del mondo che poggia sull\u2019idea secolare e senza Dio\u201d. Di pi\u00f9: l\u2019impostazione neutralista alla base dell\u2019idea di laicit\u00e0 discriminerebbe le identit\u00e0 religiose \u201ctendendo a emarginarle, se non espellendole dallo spazio pubblico\u201d. Non sappiamo a quale scenario il cardinale si riferisca perch\u00e9 il problema italiano \u00e8 esattamente quello opposto, ovvero quello di una sovra-rappresentazione della Chiesa cattolica, anche al di l\u00e0 dei suoi reali consensi in un contesto religioso che cambia rapidamente in senso pluralistico; ma certo colpisce la nettezza della parole, quasi una dichiarazione di guerra contro la moderna cultura della laicit\u00e0. Guerra fredda s\u2019intende ma che ,se alle parole faranno seguito i fatti, potrebbe produrre conseguenze importanti nella strategia ambrosiana di dialogo con la cultura laica, con le istituzioni e con le altre comunit\u00e0 di fede.<\/p>\n<p>Se capiamo bene, il cardinale arcivescovo di Milano accetta il principio di uno Stato laicamente aconfessionale ma respinge l\u2019idea che questa aconfessionalit\u00e0 debba tradursi in \u201cneutralit\u00e0\u201d rispetto alle varie opzioni religiose. A suo avviso, infatti, lo Stato aconfessionale dovrebbe contrastare la cultura \u201csecolaristica\u201d e \u201csenza Dio\u201d; al tempo stesso non dovrebbe limitarsi a garantire una semplice \u201clibert\u00e0 religiosa\u201d, liberty of religion come ha affermato in inglese, con implicito riferimento al modello americano. Lo Stato \u2013 conclude \u2013 dovrebbe muoversi in \u201corizzonte propositivo pi\u00f9 largo, dotato di una ben articolata gerarchia di elementi\u201d.<\/p>\n<p>Agli osservatori non \u00e8 sfuggito il fatto che il cardinale Scola abbia pronunciato un discorso molto netto e perentorio alla vigilia dell\u2019anno costantiniano quando, nel ricordo dell\u2019editto di Milano del 313, cessarono le persecuzioni contro i cristiani e si afferm\u00f2 un inedito principio di tolleranza religiosa. Di Costantino e del suo Editto si discuter\u00e0 molto nei prossimi mesi, ma alla vigilia di Sant\u2019Ambrogio l\u2019arcivescovo di Milano ha voluto dare il la alle celebrazioni esprimendo una \u201cdirettrice\u201d molto precisa: non si ricordi Costantino per parlare di pluralismo, n\u00e9 si immaginino tortuose attualizzazioni per ragionare di laicit\u00e0 e dialogo interreligioso. L\u2019Editto \u00e8 semmai il fondamento di quel regime di cristianit\u00e0 che, con i dovuti aggiornamenti, il cardinale sembra auspicare anche per l\u2019Italia di oggi: non un insostenibile (e anticostituzionale) neo-confessionalismo, certo, ma la definizione istituzionalizzata e istituzionalmente garantita di una \u201cben articolata gerarchia di elementi\u201d. E non \u00e8 rivendicazione da poco.<\/p>\n<p>Su questi temi, dalla cattedra di Sant\u2019Ambrogio eravamo abituati ad ascoltare altri discorsi.<\/p>\n<p>Roma, 8 dicembre 2012<\/p>\n<p><strong>Le comunit\u00e0 cristiane di base italiane<br \/>\n<\/strong><strong><br \/>\n<\/strong>Roma, 11 dicembre 2012 \u2013 da\u00a0<a href=\"http:\/\/www.cdbitalia.it\/\">www.cdbitalia.it<\/a><\/p>\n<p>Il discorso pronunciato dall\u2019arcivescovo di Milano Angelo Scola in occasione della solennit\u00e0 religiosa di sant\u2019Ambrogio si presta, a giudizio delle comunit\u00e0 cristiane di base, a diverse considerazioni.<\/p>\n<p>La prima concerne l\u2019associazione, storicamente assai discutibile, fra la promulgazione dell\u2019editto costantiniano del 313 con l\u2019inizio della libert\u00e0 religiosa: infatti la \u201cfine progressiva\u201d delle persecuzioni contro i cristiani non coincide storicamente con l\u2019affermarsi del principio della libert\u00e0 per tutte le fedi. Come si spiegano, altrimenti, le persecuzioni cristiane, a cominciare da quelle inferte alle religioni tradizionale dell\u2019Impero romano cos\u00ec dette pagane, per proseguire poi contro le fedi indigene dei mondi nuovi dall\u2019America all\u2019Africa e, perfino a Roma e fino all\u2019ottocento, in tempi di papa re, le conversioni coatte dei bambini ebrei sottratti alle famiglie d\u2019origine? E se il Concilio Vaticano II ha costituito una vera novit\u00e0, dov\u2019\u00e8 l\u2019autocritica del magistero ecclesiastico sui comportamenti del passato? L\u2019arcivescovo di Milano pur fra citazioni dotte, non ne fa parola.<\/p>\n<p>La seconda considerazione riguarda il nesso fra \u201clibert\u00e0 religiosa e pace sociale\u201d. E\u2019 vero che pi\u00f9 lo Stato impone dei vincoli, pi\u00f9 aumentano i contrasti a base religiosa ma tali vincoli non sono forse proprio il frutto di un intreccio di poteri, di connivenze, di complicit\u00e0 che riguardano ancora oggi non solo le chiese cristiane (vedi la chiesa anglicana o quella ortodossa oltre quella cattolica) ma anche le variegate realt\u00e0 dell\u2019Islam? O del mondo che si rif\u00e0 all\u2019ebraismo?<\/p>\n<p>La terza questione, forse quella politicamente pi\u00f9 rilevante, riguarda un\u2019interpretazione assai capziosa della laicit\u00e0 dello Stato identificata dal cardinale Scola in una \u201ccultura dominante\u201d che diffonderebbe una \u201cvisione secolarizzata dell\u2019uomo e del mondo\u201d. E quindi ontologicamente ostile verso ogni fenomeno religioso.<\/p>\n<p>Eppure, in tutti gli stati moderni siamo ancora ben lontani da una prassi di laicit\u00e0 degli stati e dei governi; dette per di pi\u00f9 nel contesto italiano le parole dell\u2019arcivescovo ambrosiano suonano a protezione delle opere e della loro \u201cCompagnia\u201d, soprattutto quando si evoca \u201cil cattolicesimo popolare ambrosiano\u201d e le sue reti.<\/p>\n<p>In questo contesto le comunit\u00e0 cristiane di base denunciano la riproposizione trionfalistica del costantinismo che conoscer\u00e0 nel prossimo anno eventi celebrativi che avranno la conseguenza di occultare ogni valutazione storico critica in nome di una libert\u00e0 religiosa che si \u00e8 sempre affermata intrecciando privilegi ecclesiastici e mondani, dimenticando il diritto di ogni uomo alla sua cittadinanza fra uguali. Anche nella ricerca del divino.<\/p>\n<p><strong>313\/2013, a \u00abscola\u00bb di Costantino<br \/>\n<\/strong><strong><br \/>\n<\/strong>di David Gabrielli \u2013 Anticipazione dell\u2019editoriale in uscita sul numero di Gennaio di Confronti \u2013\u00a0<a href=\"http:\/\/www.confronti.net\/\">www.confronti.net<\/a><\/p>\n<p>Il diciassettesimo centenario dell\u2019Editto di Milano, che quest\u2019anno sar\u00e0 celebrato in molti modi, ha avuto quasi una\u00a0 \u00abouverture\u00bb un mese fa, il 6 dicembre, quando il cardinale Angelo Scola, arcivescovo di Milano, nei primi vespri della festivit\u00e0 di sant\u2019Ambrogio ha tenuto il consueto discorso alla citt\u00e0, nel quale, per ricordare il famoso testo, ha citato il giurista Gabrio Lombardi: \u00abL\u2019Editto di Milano del 313 ha un significato epocale perch\u00e9 segna l\u2019initium libertatis dell\u2019uomo moderno\u00bb.<br \/>\nQuella legge, notava il prelato, determin\u00f2 \u00abnon solo la fine progressiva delle persecuzioni contro i cristiani ma, soprattutto, l\u2019atto di nascita della libert\u00e0 religiosa\u2026 Non si pu\u00f2 tuttavia negare che l\u2019Editto di Milano sia stato una sorta di inizio mancato\u00bb, perch\u00e9 poi si apr\u00ec \u00abuna storia lunga e travagliata\u00bb, con una \u00abindebita commistione tra il potere politico e la religione\u00bb. Ma, infine, \u00abla situazione cambi\u00f2 profondamente con la promulgazione della Dignitatis humanae\u00bb, la dichiarazione del Concilio Vaticano II sulla libert\u00e0 religiosa. Parlando poi dei moderni Stati democratico-liberali, il prelato rilevava: \u00abSotto una parvenza di neutralit\u00e0 e oggettivit\u00e0 delle leggi, si cela e si diffonde \u2013 almeno nei fatti \u2013 una cultura fortemente connotata da una visione secolarizzata dell\u2019uomo e del mondo, priva di apertura al trascendente\u00bb che, se assunta dallo Stato, \u00abfinisce inevitabilmente per limitare la libert\u00e0 religiosa\u00bb.<\/p>\n<p>L\u2019arcivescovo bypassa le gravissime contraddizioni di Costantino che, malgrado le solenni parole del cosiddetto Editto di Milano, pun\u00ec severamente gli \u00aberetici\u00bb, e lanci\u00f2 contro gli ebrei l\u2019accusa di deicidio, da essi, allora e fino al secolo ventesimo, pagata a caro prezzo. E, venendo al Vaticano II, il cardinale non spiega che cosa cambi\u00f2 \u00abprofondamente\u00bb \u2013 nel magistero cattolico \u2013 con la Dignitatis humanae. Non lo spiega (come non lo spiega mai Benedetto XVI, e nemmeno Comunione e Liberazione, movimento nel quale \u00e8 cresciuto anche Scola) perch\u00e9 \u00e8 difficile sostenere la continuit\u00e0 di un magistero che oggi afferma il diritto alla libert\u00e0 religiosa dopo avere per secoli affermato, in linea di principio, il diritto-dovere della Chiesa romana di mandare al rogo \u00aberetici\u00bb e \u00abstreghe\u00bb.<\/p>\n<p>L\u2019idea, poi, che la \u00abneutralit\u00e0 dello Stato laico\u00bb, con la sua \u00abchiusura al trascendente\u00bb, finisca per \u00ablimitare la libert\u00e0 religiosa\u00bb, ha un sapore fondamentalista. Lombardi e Cl si batterono contro la legge sul divorzio, che invece nel referendum del 12-13 maggio 1974 fu confermata; a difendere la libert\u00e0 di coscienza e la laicit\u00e0 dello Stato furono i \u00ablaici\u00bb, fossero essi non credenti, o seguaci di varie fedi, cattolica compresa. Del resto, la storia dimostra che l\u2019aprirsi di uno Stato al \u00abtrascendente\u00bb non evita, di per s\u00e9, che esso sia violento. Certo, regimi ufficialmente atei \u2013 come quello sovietico guidato da Stalin \u2013 si sono macchiati di orrendi delitti; ma \u00e8 stato da meno il regime hitleriano che sbandierava lo slogan Gott mit uns? E se si obietta che questa era una spudorata strumentalizzazione della religione, che dire dei misfatti compiuti dai conquistadores spagnoli, cattolici, nella \u00abscoperta\u00bb dell\u2019America?<\/p>\n<p>D\u2019altronde, regimi islamici aperti al \u00abtrascendente\u00bb impongono un\u2019interpretazione rigidissima della sharia (la legge\u00a0 indicata da Allah nel Corano) che opprime molti! Solo la laicit\u00e0 difende e protegge tutti i cittadini di uno Stato, di ogni religione e filosofia. E, ad esempio, se esso promulga leggi su divorzio ed aborto \u2013 scelte ammesse anche da molte religioni \u2013 nessuno \u00e8 obbligato a servirsene. Invece il discorso dell\u2019arcivescovo, oltre a dare un\u2019interpretazione minimizzante del Vaticano II, porterebbe ad ammettere la laicit\u00e0 dello Stato solo a patto che esso, sui \u00abprinc\u00ecpi non negoziabili\u00bb, faccia propria la visione, in merito, delle gerarchie cattoliche. Infine, notiamo l\u2019imbarazzato silenzio di Scola sui grandi privilegi che il Concordato vigente d\u00e0 alla Chiesa romana in Italia. Lui, tutto dedito al \u00abtrascendente\u00bb, non si interessa del \u00abrelativo\u00bb e dell\u2019\u00abimmanente\u00bb, tipo l\u2019ottopermille, l\u2019esenzione dall\u2019Imu, la Compagnia delle opere vicinissima a Cl\u2026<\/p>\n<p>Ma Scola non pensava solo a Milano, o all\u2019Italia, per far capire che l\u2019era dei Martini e dei Tettamanzi\u2026 finalmente \u00e8 chiusa. Egli \u2013 ci sembra \u2013 ha posto la sua candidatura al papato. Una strada, del resto, indicata dallo stesso pontefice regnante che, trasferendolo nel 2011 dal patriarcato di Venezia all\u2019arcidiocesi di Milano, obiettivamente lo ha messo in pole position in vista del conclave. Non desiderando questo esito \u2013 del resto, niente affatto scontato \u2013 ci sembrava giusto illuminare la scena, oggi, a conforto dei perplessi. Vedremo poi se\u2026 lo Spirito santo favorir\u00e0 un Ratzinger II o un Carlo I.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Roma (NEV), 12 dicembre 2012 &#8211; Con un comunicato stampa diffuso lo scorso 7 dicembre la Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI) ha preso posizione su quanto pronunciato dal cardinale Angelo Scola, arcivescovo di Milano, in occasione del tradizionale discorso per la festa del patrono della citt\u00e0, Sant&#8217;Ambrogio. 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