Covid e scuola. Uno spazio di parola per bambine e bambini

Intervista alla direttrice del Centro diaconale La Noce di Palermo, Anna Ponente

Foto La Noce - @Maghweb

Roma (NEV), 22 febbraio 2021 – La scuola dell’infanzia e la scuola primaria del Centro diaconale La Noce di Palermo sono attive e aperte. Abbiamo chiesto alla direttrice Anna Ponente qualche aggiornamento. In particolar modo sullo stato d’animo di bambine, bambini e insegnanti.

Com’è attualmente la situazione presso l’Istituto La Noce?

In questo momento tutti i servizi sono attivi e regolari. La scuola è aperta da settembre. Abbiamo avuto pochissimi casi covid a scuola. Li abbiamo affrontati secondo le procedure e continuiamo a mantenere il massimo di attenzione e di allerta per quanto riguarda le misure di sicurezza e di prevenzione.

Dopo un anno di pandemia, abbiamo consolidato alcune procedure e comportamenti. Che valutazione vi sentite di fare dal punto di vista dell’efficacia delle norme?

Sicuramente, nel corso di questi mesi, abbiamo maturato una esperienza maggiore. Il rispetto delle norme ha fatto sì che il numero di persone positive fosse contenuto al massimo. Mascherine, disinfezione e distanziamento sono ormai prassi entrate nella routine.

Quali sono i limiti e le criticità che vorreste mettere sul tavolo, e quali possibili soluzioni da discutere insieme a tutte le persone coinvolte?

Mi sento abbastanza soddisfatta dell’andamento della scuola dell’infanzia e della scuola primaria. Le lezioni sono in presenza, e sono regolari.  Le misure che abbiamo messo in atto ci hanno consentito una continuità delle attività scolastiche. Certamente stiamo procedendo nel massimo rispetto delle norme per salvaguardare, nel caso di un contagio, la presenza del maggior numero di bambini in classe.

Tutte le occasioni sono sfruttate al massimo affinché la vita all’interno della scuola sia in equilibrio. Vorrei dire nel modo più “naturale” possibile, anche se questo non si può certamente affermare esattamente in questi termini. Tuttavia, stiamo cercando di garantire, in sicurezza, tutti quei momenti e quegli spazi non solo di apprendimento, ma di socializzazione, relazione, espressività e di gioco che sono fondamentali per questa fascia di età, che va dai 3 ai 10 anni.  A mio parere, questa modalità ha un fattore di protezione psicologica molto importante.

Disagio, insofferenza, difficoltà relazionali, sono solo alcuni degli effetti, anche psicologici oltre che pedagogici, che iniziano a pesare un po’ su tutti: famiglie, bambini e bambine, insegnanti. Cosa ne pensa?

Posso confermare che presso l’Istituto La Noce ho osservato grande serenità e motivazione da parte degli insegnanti. La gioia nel poter effettivamente svolgere la loro attività in presenza. Nel periodo di Lockdown hanno lavorato tantissimo, con entusiasmo e creatività.

Sicuramente il corpo insegnanti ribadisce quanto sia importante l’attività scolastica effettuata in presenza. Si affrontano le difficoltà e i rischi che riguardano la propria persona, ma sempre con spirito di servizio. Questo è molto importante e va sottolineato, perché pone al centro dell’attenzione, appunto, i bambini.

È importante la dimensione non solo del gruppo, ma anche individuale. Quindi c’è molta attenzione a quelle che sono le riflessioni e le osservazioni che vengono fuori da parte dei bambini e delle bambine, che chiaramente hanno sviluppato e maturato, in questo periodo, i loro pensieri personali su questo momento storico e sul coronavirus.

Quali sono i pensieri e gli stati d’animo delle bambine e dei bambini?

Sia in classe, nei piccoli gruppi o nei laboratori musicali, di psicomotricità o di arte, le bambine e i bambini hanno trovato la possibilità di massima espressione. C’è anche uno spazio privilegiato che viene condotto dalla nostra pedagogista Rosaria Alleri. Quest’anno si è dato spazio, in ogni classe, al ruolo delle emozioni, nella vita didattica e nella vita quotidiana dei bambini. È uno spazio di parola, di pensiero e di espressione delle proprie emozioni e dei propri sentimenti, che è sicuramente innovativo e molto importante in questo momento. Perché stiamo vivendo un momento di grande fragilità e di grande preoccupazione, di grande ansia. Ricordiamo che il covid ha introdotto nel pensiero dei bambini, sicuramente, un elemento molto forte di paura e di preoccupazione. È un elemento collegato anche alla dimensione della morte, che per certi versi è innaturale nella fase di vita dell’infanzia. Ma il periodo storico che stiamo vivendo, purtroppo, ha introdotto questa dimensione in maniera violenta nei loro pensieri e nella loro vita. Perché ascoltando i genitori o le notizie, o vivendo direttamente l’esperienza, con genitori, o nonni, o parenti che si sono positivizzati, le bambine e i bambini sono entrati a contatto diretto, in maniera precoce, con una malattia. Con una malattia che può diventare anche mortale.

La seconda parte dell’intervista ad Anna Ponente, con un focus sull’adolescenza, è disponibile a questo link.


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