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Home Ecumenismo e dialogo La visita in Vaticano dei luterani mondiali. Dal conflitto alla comunione
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La visita in Vaticano dei luterani mondiali. Dal conflitto alla comunione

I leader della Federazione luterana mondiale hanno incontrato papa Francesco in Vaticano guardando avanti, al 500° anniversario della confessione di Augusta

Di
Agenzia NEV
-
28 Giugno 2021
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    Foto Vatican media
    Roma (NEV/Riforma), 28 giugno 2021 – Incontrando papa Francesco in Vaticano il 25 giugno, sia il presidente della Federazione luterana mondiale (FLM), l’arcivescovo Panti Filibus Musa, sia lo stesso pontefice hanno espresso l’auspicio che il 500° anniversario della Confessione di Augusta nel 2030 possa diventare un terreno comune su cui rafforzare l’impegno di luterani e cattolici per l’unità e la riconciliazione.

    Durante l’udienza papale, il presidente della FLM ha presentato al pontefice il dono di un calice e di una patena, il piatto usato per coprire il calice, realizzati per l’occasione dai fratelli della Comunità ecumenica di Taizé. Lo smalto per i vasi eucaristici è stato realizzato con sabbia prelevata dal campo profughi di Za’atari, in Giordania, dove la Federazione luterana mondiale lavora dal 2012 per supportare i rifugiati siriani, gli sfollati interni e le comunità ospitanti. Questo dono, ha detto il presidente Musa al papa, “rappresenta la nostra vocazione ad essere uno”.

    Nel suo discorso, Francesco ha ringraziato i leader luterani per i doni che, ha detto, “evocano la nostra partecipazione alla passione del Signore – e ha proseguito -: Continuiamo, dunque, con passione il nostro cammino dal conflitto alla comunione”.

    Il leader della Federazione luterana guidava una delegazione di rappresentanti di tutte le regioni della comunione globale delle chiese: per la Chiesa luterana in Italia erano presenti il decano, pastore Heiner Bludau e Cordelia Vitiello che è membro del consiglio della FLM. Il viaggio fa seguito a un’importante pietra miliare nelle relazioni ecumeniche nel 2016, quando papa Francesco si è unito ai leader luterani nelle città svedesi di Lund e Malmö per una commemorazione congiunta della Riforma.

    Nelle sue parole al papa, l’arcivescovo Musa ha affermato che il cammino è “irreversibile” e ora spinge cattolici e luterani a guardare avanti alla commemorazione della Confessione di Augusta nella “speranza di riallacciarci alla sua originaria intenzione ecumenica”. La Confessione di Augusta è la principale confessione di fede per le chiese luterane di tutto il mondo. Inizialmente, fu presentata come confessione ecumenica alla Dieta di Augusta il 25 giugno 1530 nel tentativo di ripristinare l’unità religiosa e politica all’interno della chiesa.

    Nel suo discorso, papa Francesco ha anche osservato che la Confessione in origine “rappresentava un tentativo di evitare la minaccia di una divisione nel cristianesimo occidentale”, affermando di sperare che la “riflessione condivisa” nel periodo che precede il 2030 “possa giovare al nostro cammino ecumenico”. Riflettendo su quel cammino, ha affermato: “L’ecumenismo non è un esercizio di diplomazia ecclesiale, ma un cammino di grazia. Non dipende dalle trattative e dagli accordi umani, ma dalla grazia di Dio, che purifica le memorie e i cuori, supera gli atteggiamenti di inflessibilità e orienta verso una rinnovata comunione: non verso accordi riduttivi o forme di sincretismo irenico, ma verso un’unità riconciliata nelle differenze”.

    Nel discorso a papa Francesco, il leader della FLM ha ricordato che il 2021 segna anche uno dei “ricordi difficili” del passato: il 500° anniversario della scomunica di Martin Lutero da parte di papa Leone X. Sottolineando che non è possibile raccontare una diversa storia, ma per raccontarla in modo diverso, Musa ha affermato che la partecipazione del papa alla preghiera comune a Lund è stata “un potente simbolo di ciò che Dio ha compiuto sulla strada della riconciliazione e del riconoscimento reciproco ‘come sorelle e fratelli'”. Un gruppo di teologi cattolici e luterani sta studiando il contesto storico e teologico della scomunica in preparazione dell’assemblea luterana a Cracovia, in Polonia, nel 2023.

    L’arcivescovo ha ringraziato papa Francesco per la sua forte leadership durante la pandemia di COVID-19, “ricordandoci il nostro profondo legame come famiglia umana”. Ha anche preso atto del rafforzamento della cooperazione a cui si stanno impegnando durante questa visita il Servizio Mondiale (World Service, il braccio ecumenico della Federazione luterana mondiale)  e la rete cattolica di agenzie di aiuto e sviluppo Caritas Internationalis.

    Il presidente della FLM ha anche presentato al papa una traduzione italiana della Dichiarazione congiunta sulla dottrina della giustificazione (JDDJ), firmata da cattolici e luterani ad Augusta, in Germania, nel 1999. Il presidente Musa ha descritto il documento “pietra angolare” che ora “porta insieme cattolici, luterani, metodisti, anglicani e [chiese] riformate nella proclamazione e nella preghiera congiunte”.

    “Con la preghiera (Taizé), il servizio (Za’atari) e il dialogo – ha concluso Musa -, lo Spirito Santo continui a guidarci perché ci si possa riunire un giorno alla mensa dove Dio, per dono di Cristo, ci ha fatti già uno”.

    A questo link si può leggere il discorso che l’arcivesvovo Panti Filibus Musa ha pronunciato nell’occasione.

    Qui invece il discorso di papa Francesco.

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