Formazione sulla sicurezza delle comunità religiose in Italia

Continua il viaggio della Conferenza delle chiese europee per la sicurezza e la protezione dei luoghi di culto e delle comunità religiose. Fra i temi: valutazione, prevenzione e mitigazione dei rischi, ma anche linee guida e suggerimenti per contrastare eventuali abusi online, atti di vandalismo, aggressioni o altri tipi di minacce e azioni

Roma (NEV), 30 giugno 2022 – La Conferenza delle chiese europee (KEK) ha organizzato un incontro di formazione su rischi, minacce e sfide per la sicurezza delle sue chiese membro in Italia. La formazione si è tenuta il 24 giugno a Roma. Il progetto si chiama “Comunità più sicure e più forti in Europa” (Safer and Stronger Communities in Europe – SASCE). Esso è realizzato dalla KEK e finanziato dal Fondo di Polizia Interna della Commissione europea.

“È importante sensibilizzare le chiese protestanti in Italia sulla sicurezza dei luoghi di culto, promuovendo al tempo stesso la nostra visione di libertà religiosa per tutti – ha dichiarato Daniele Garrone, presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI). E ha aggiunto – Abbiamo trovato molto chiara e isruttiva la presentazione del lavoro del SASCE fatta dalla Segretaria esecutivo della KEK, Elizabeta Kitanovic“.

È la prima volta che una piattaforma interreligiosa coinvolta in tutta l’Europa si occupa di questi temi. Gli attacchi terroristici sono cambiati, le minacce ai leader religiosi non sono tutelati in modo specifico dalla normativa comunitaria. Il progetto SASCE vuole iniziare un percorso di prevenzione e analisi. Per questo ha prodotto una serie di video in 6 lingue e materiali informativi in 14 lingue, fra cui in italiano. Il SASCE sta inoltre raccogliendo dei report sulle violazioni della libertà religiosa. Le chiese sono direttamente coinvolte e possono segnalare eventuali abusi online, atti di vandalismo, aggressioni o altri tipi di minacce e azioni. Particolare attenzione è data alla valutazione, prevenzione e mitigazione dei rischi, nonché alla sensibilizzazione. I materiali SASCE contengono, infatti, linee guida, procedure e suggerimenti per la protezione dei luoghi di culto.

“Il progetto SASCE ha il merito di sensibilizzare i leader religiosi e il personale delle chiese locali sui temi della sicurezza. Tenendo conto anche delle piccole minacce – ha dichiarato la pastora Mirella Manocchio, presidente dell’Opera per le chiese evangeliche metodiste in Italia (OPCEMI) -. Inoltre, per quanto riguarda le autorità europee, il progetto rafforza il coordinamento in senso ampio. E offre maggiore attenzione alle minoranze o alle realtà religiose più piccole, che sono fragili e meno protette”.

Formazione SASCE: analisi dei rischi, strumenti contro le minacce

Nel corso dell’incontro, si è parlato di minacce alla sicurezza legate ad esempio ai soldati stranieri che tornano a casa dal Nord Africa. Agli estremisti neonazisti. Oppure, ai combattenti stranieri provenienti dai Balcani occidentali che attraversano l’Italia diretti verso altri Paesi europei, come identificato dalle autorità. Inoltre, è stato affrontato il tema dell’impatto di tali minacce su ebrei, comunità LGBTQ e migranti, tra gli altri.

Dai dati emerge che le sfide per la sicurezza nella società italiana, ma anche a livello europeo, devono essere affrontate su vari fronti, tra cui quello politico, legale e sociale.

La formazione SASCE è stata condotta anche con la Chiesa evangelica metodista di Bologna e Modena. Hanno partecipato fra l’altro la pastora Giuseppina Bagnato e Richard Kofi Ampofo.

Peter Ciaccio, pastore a Trieste nonché membro del Consiglio FCEI, è stato nominato ambasciatore italiano per il progetto SASCE in Italia. Ciaccio è da sempre impegnato per la promozione dei diritti umani e della libertà religiosa.

Alcune comunità italiane hanno avuto gravi problemi di sicurezza, pertanto i meccanismi di segnalazione della KEK sono stati accolti favorevolmente. L’incontro romano si è svolto nei locali dell’Otto per mille valdese – Unione delle chiese metodiste e valdesi.