Sanremo. Verità per Giulio Regeni

https://www.amnesty.it/appelli/corri-con-giulio/

Roma (NEV), 28 gennaio 2019 – “Abbiamo fatto memoria di Giulio Regeni, nel passaggio di questi tre anni senza che giustizia sia stata fatta”. Così ha dichiarato all’agenzia NEV Jonathan Terino, pastore valdese delle chiese di Sanremo, Bordighera-Vallecrosia e Imperia, che ha partecipato venerdì scorso alla manifestazione per ricordare il giovane ricercatore italiano scomparso la sera del 25 gennaio 2016 al Cairo, in Egitto, e ritrovato il 3 febbraio dello stesso anno torturato e ucciso.

Nel corso della commemorazione, una delle tante che si sono svolte in tutta Italia e fra le quali ricordiamo la fiaccolata a Fiumicello, dove Regeni è nato, è stato letto un messaggio di ringraziamento inviato dai genitori di Giulio ed è stato osservato un minuto di silenzio.

“Abbiamo aderito agli appelli di Amnesty International per Regeni – ha continuato Terino – nella convinzione che sia importante l’apporto anche individuale delle singole persone. Il nostro impegno come piccole chiese in Liguria passa anche da queste iniziative. Da tre anni settimanalmente ci rechiamo al campo lungo il greto del Fiume Roja (dove sono documentate violazioni sistematiche dei diritti dei migranti, ndr) al confine tra Ventimiglia e la Francia, insieme alla Croce rossa; cerchiamo di essere presenti per la mensa, per i corsi di italiano, collaborando ove possibile con la chiesa luterana locale, con le associazioni, con gli scout, nell’impegno ecumenico. È importante la continuità, mantenere un varco aperto di solidarietà”.

La chiesa valdese aderisce a diversi progetti territoriali in difesa dei diritti, per sensibilizzare sulla questione delle migrazioni, prendendo posizione sulla chiusura delle frontiere, in un “tempo difficile per tutte le chiese, perché mancano le generazioni intermedie e i giovani” conclude Terino. Ma l’attenzione è tenuta alta dalle “molte donne, anche anziane, e da tanti simpatizzanti che ci sono vicini, soprattutto a Imperia, città molto viva dal punto di vista culturale”.