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Home Ecumenismo e dialogo Firmato al Senato l’Appello ecumenico contro la violenza sulle donne
  • Ecumenismo e dialogo

Firmato al Senato l’Appello ecumenico contro la violenza sulle donne

Maria Bonafede (FCEI): "Dobbiamo fare autocritica e proporre un'esegesi biblica che dia forza alle donne" Massimo Aquilante, presidente FCEI: "Vasta adesione dell'ecumene cristiana" Laura Boldrini, presidente della Camera: "Gesto forte di speranza che rende ancora più significativo l'8 marzo italiano"

Di
Agenzia NEV
-
10 Marzo 2015
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    Roma, 10 marzo 2015 (NEV/CS18) – “La violenza contro le donne è un’emergenza nazionale. Ogni anno in Italia sono migliaia le donne che subiscono la violenza di uomini, e oltre cento rimangono uccise. Il luogo principale dove avviene la violenza sulle donne è la famiglia: questo è un fatto accertato e grave”. Si apre con questa denuncia l’Appello ecumenico “Contro la violenza sulle donne” che i responsabili di chiese cristiane in Italia, in rappresentanza di numerose confessioni presenti sul territorio, hanno firmato ieri presso la Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani del Senato.

    L’inedita iniziativa era stata lanciata dalla Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI) e subito raccolta dalla Chiesa cattolica: insieme all’Ufficio nazionale per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso (UNEDI) della CEI un gruppo di lavoro ha elaborato l’appello, firmato ieri, oltre che da esponenti cattolici e protestanti, anche da numerosi esponenti ortodossi.

    “Questa violenza – si legge nel testo dell’Appello – interroga anche le Chiese e pone un problema alla coscienza cristiana: la violenza contro le donne è un’offesa a ogni persona che noi riconosciamo creata a immagine e somiglianza di Dio, un gesto contro Dio stesso e il suo amore per ogni essere umano”.

    A presentare il testo, spiegando le motivazioni che sottostanno all’iniziativa, sono state per la FCEI Debora Spini e la pastora valdese Maria Bonafede. “Le chiese devono fare autocritica, è una responsabilità che dobbiamo assumerci – ha affermato Bonafede sottolineando come l’appello è rivolto in primis – alle chiese, quindi a noi stessi, per il compito e la possibilità che abbiamo di parlare a tantissime persone. Ma soprattutto possiamo proporre un’esegesi della Bibbia che dia forza alle donne”, ha concluso. “La firma di questo appello per ciascuna delle nostre chiese viene da lontano – ha dichiarato mons. Mansueto Bianchi, presidente dell’UNEDI – che diventi lievito e fermento di libertà”.

    Il pastore metodista Massimo Aquilante, presidente FCEI, ha sottolineato il significato ecumenico dell’iniziativa: “Quando abbiamo mosso i primi passi auspicavamo un coinvolgimento ecumenico, non potevamo però certo immaginare un’adesione così vasta e rappresentativa dell’ecumene cristiana. Il nostro augurio è che all’appello faccia seguito la nomina di un gruppo di lavoro che predisponga il materiale necessario per percorsi di pratica pastorale e formativa nelle chiese a livello locale”. Unica donna a porre la sua firma sulla pergamena  – a fianco di leader cristiani di sesso maschile – è stata la pastora battista Gabriela Lio, vicepresidente della FCEI.

    Ai convenuti è giunto il messaggio di Laura Boldrini, presidente della Camera dei Deputati, che ha parlato di “gesto forte di speranza che rende ancora più significativo l’8 marzo italiano. Il percorso di liberazione nel quale le donne sono impegnate da decenni passa anche attraverso una nuova valorizzazione dell’apporto femminile in ambito religioso. Tanto più importante è il vostro atto nel momento in cui, intorno a noi, il fanatismo terrorista sequestra il nome di Dio per compiere orribili pratiche di violenza, anche ai danni delle donne. Con la vostra firma, voi riaffermate che non può esserci nessuna violenza e nessuna discriminazione messa in atto nel nome di Dio”.

     

    Segue il testo integrale dell’Appello:

    CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE. Un Appello dalle Chiese Cristiane in Italia

    “La violenza contro le donne è un’emergenza nazionale. Ogni anno in Italia sono migliaia le donne che subiscono la violenza di uomini, ed oltre cento rimangono uccise. Il luogo principale dove avviene la violenza sulle donne è la famiglia: questo è un fatto accertato e grave.
    Questa violenza interroga anche le Chiese e pone un problema alla coscienza cristiana: la violenza contro le donne è un’offesa a ogni persona che noi riconosciamo creata a immagine e somiglianza di Dio, un gesto contro Dio stesso e il suo amore per ogni essere umano.
    Il rispetto della vita e la pari dignità di ogni creatura sono beni al cuore della fede cristiana, che ci invita ad abbattere i muri che discriminano, escludono, emarginano le donne. Come comunità cristiane rivolgiamo un appello alle istituzioni scolastiche ed educative, alle agenzie culturali e pubblicitarie, agli organi di stampa perché anch’essi promuovano un’immagine della donna rispettosa della sua identità, della sua dignità e dei suoi diritti individuali.
    Ma soprattutto le comunità cristiane in Italia sentono urgente la necessità di impegnarsi in prima persona per un’azione educativa e pastorale profonda e rinnovata che da un lato aiuti la parte maschile dell’umanità a liberarsi dalla spinta a commettere violenza sulle donne e dall’altro sostenga la dignità della donna, i suoi diritti e il suo ruolo nel privato delle relazioni sentimentali e di famiglia, nell’ambito della comunità cristiana, così come nei luoghi di lavoro e più in generale nella società.
    Continueremo a pregare, predicare, educare ed agire per sradicare la pianta cattiva di culture, leggi e tradizioni che ancora oggi in varie parti del mondo discriminano la donna, non di rado avvilendola nel ruolo di un semplice oggetto di cui disporre.
    Lo faremo annunciando che l’Evangelo che testimoniamo ci libera da ogni costrizione e ci fa tutti, uomini e donne allo stesso modo, creature dell’amore incommensurabile di Dio.
    Roma, 9 marzo 2015

    (Hanno firmato l’appello: Chiesa cattolica, Federazione delle chiese evangeliche in Italia, Sacra Arcidiocesi ortodossa d’Italia e Malta, Diocesi ortodossa romena, Amministrazione delle parrocchie del Patriarcato di Mosca, Chiesa copta ortodossa, Chiesa armena apostolica, Chiesa cattolica ucraina di rito bizantino, Chiesa cattolica nazionale polacca degli Stati Uniti d’America e Canada).

    L’appello – La pergamena firmata – La locandina

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