Martin Luther King, il reading a Ivrea

Domani, sabato 11 febbraio alle 21.00 allo ZAC "Martin Luther King, Una storia americana", reading di e con Paolo Naso, Alberto Annarilli (voce e pianoforte), Elisa Biason (canto). L'iniziativa verso il 17 febbraio.

Roma (NEV), 10 febbraio 2023 – Appuntamento domani, sabato 11 febbraio alle 21 allo ZAC di Ivrea, in via Dora Baltea, per “Martin Luther King, Una storia americana”, reading di e con Paolo Naso, Alberto Annarilli (voce e pianoforte), Elisa Biason (canto).

“In un racconto avvincente e appassionato – spiegano i promotori -, Naso ricostruisce la vicenda di Martin Luther King a partire dalla sua uccisione a Memphis il 4 aprile del 1968. Che cosa faceva King nella città del Tennessee? Perché uno degli uomini più in vista dell’America di quegli anni non godeva di alcuna protezione? Al di là di chi sparò, “che cosa” uccise King? Quanto pesò la sua ferma opposizione alla guerra in Vietnam? Come giudicare i rapporti con la Casa Bianca? E con le altre componenti del Civil Rights Movement, a iniziare da Malcolm X e dal Black Power? Sono solo alcuni degli interrogativi ai quali la lezione concerto cerca di rispondere sulla base di una rigorosa ricostruzione dei fatti. Alla fine, si delinea un ritratto di King per molti aspetti inedito: un uomo che, dopo aver toccato il vertice del successo e del consenso, subì attacchi sempre più violenti soprattutto quando, oltre che il razzismo, iniziò a denunciare altri mali dell’America: il militarismo, il materialismo, le ingiustizie sociali. Il racconto si sofferma sul King più “radicale”, quello meno noto e celebrato e, per questo, incompatibile con l’icona rassicurante e innocua che ne ha fatto parte dell’establishment politico e una storiografia apologetica che ha finito per congelare King nell’immagine dell’ennesimo e solitario American hero. Al contrario, il racconto fa propria la tesi di Ella Baker – una delle prime collaboratrici di King – secondo la quale “non fu Martin a creare il movimento ma il movimento a creare King”. E per questo la sua azione va collocata nel quadro di un movimento più ampio e articolato. I dieci canti proposti non sono una semplice sussidio musicale ma costituiscono un filo del racconto che porta lo spettatore a condividere musiche ed emozioni di quegli anni. I ritmi e le parole dei negro spirituals eseguiti, ad esempio, si integrano perfettamente con la predicazione, la retorica e l’azione di King e del Civil Rights Movement. D’altra parte, negli anni delle marce e dei sit in di protesta si affermavano anche altri generi musicali “profani” che recuperavano canti di lotta dei primi anni del ‘900 come notissimo e celebre We shall overcome. Ma furono anche gli anni delle protest songscontro la guerra, firmate da autori che segnarono un’epoca: Bob Dylan, Joan Baez, Peter, Paul and Mary…Le foto proiettate sullo sfondo, infine, costituiscono una terza pista del racconto e illustrano il coraggio, la creatività, le speranza, ma anche l’ingiustizia e la violenza di quegli anni”.


Paolo Naso insegna Scienza politica alla Sapienza Università di Roma e negli ultimi vent’anni ha pubblicato vari saggi dedicati alla figura di King, l’ultimo dei quali è Martin Luther King. Una storia americana (Laterza 2021).

Alberto Annarilli etnomusicologo all’Università di Roma Tor Vergata. Musicista e direttore di coro, è autore di diversi saggi sul tema della musica nella tradizione protestante.

Elisa Biason si dedica da molti anni alla musica popolare e sociale, cantando in varie formazioni. Ha in attivo diverse partecipazioni a festival nazionali ed internazionali.