Ciao Emma e grazie!

Forum on Europe 2010 di Youssef Meftah/ World Economic Forum. Disponibile su Wikimedia Commons. Licenza CC BY-SA 2.0 (creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0/deed.it)

Roma (NEV), 11 Settembre 2026 – Emma Bonino ci ha lasciati oggi, aveva 78 anni, era malata da tempo. Vivere la politica, spendersi per i diritti umani, difendere la laicità dello Stato, mantenere alta l’attenzione a tutela delle donne è stata l’essenza della sua vita.  

Più volte abbiamo provato a invitare Emma (come Federazione delle chiese evangeliche in Italia – FCEI) alle nostre iniziative, per lo più dedicate al tema della libertà religiosa, lei rispondeva: “E che vi potrei mai raccontare? Se la laicità fosse al centro della questione e non dentro al contesto, allora se ne potrebbe parlare”. Era diretta, sincera, onesta.

Tuttavia, è sempre stata vicina alle nostre attività. Appoggiandole moralmente, anche politicamente.

La Fcei e la rivista Confronti hanno sostenuto alcune iniziative che lei perorava, ad esempio la Campagna per i diritti e l’accoglienza “Ero straniero”, una raccolta di firme di iniziativa popolare in materia di immigrazione per superare la legge Bossi-Fini, promossa da Radicali italiani insieme ad associazioni, enti e sindaci di città importanti.

Il legame principale tra Emma e le nostre chiese evangeliche si è sviluppato principalmente attorno al dibattito pubblico, ai diritti civili, e al tema della libertà religiosa. Ma i punti cardine d’interazione erano i diritti umani e in particolar modo il degrado delle carceri italiane e il loro sovraffollamento.

Nel suoi innumerevoli ruoli: quello di vicepresidente del Senato, di ministra degli Esteri, di presidente della Commissione per le pari opportunità, Emma è sempre stata una figura centrale nella politica italiana capace di dar voce a battaglie storiche, spendendosi attivamente anche contro la pena di morte. Seguiva con interesse l’esperienza dei “Corridoi umanitari” e le iniziative più specifiche dedicate al pluralismo, alla difesa delle minoranze etniche, religiose, politiche, affini al suo impegno transnazionale. 

La storia umana e politica di Emma Bonino si è fatta strada militando dentro il Partito Radicale di Marco Pannella, in una stagione in cui i diritti civili non erano acquisiti, e per questo, terreno e motivo di acceso scontro in quegli anni; Emma fu una protagonista riconoscibile, autorevole, forse la più nota attivista di quelle battaglie che portarono al referendum sul divorzio del 1974 e poi alla conquista della legge 194 sull’interruzione volontaria di gravidanza nel 1978, una delle più importanti vittorie di autodeterminazione delle donne italiane. 

“Ma la sua idea di libertà – ricorda su articolo21.org Eleonora De Nardis – non si è mai fermata al ‘diritto delle donne di scegliere sul proprio corpo’. Emma Bonino ha intrecciato le battaglie civili con quelle per i diritti umani universali […]. Negli anni Novanta, da commissaria europea, si è occupata di aiuti umanitari e di crisi internazionali, portando nelle istituzioni europee quello stesso radicalismo dei diritti che aveva praticato nelle piazze.

La mia generazione – prosegue De Nardis – ha ricevuto in eredità alcune libertà che sembravano naturali. Abbiamo potuto studiare, scegliere, amare, decidere della maternità. Abbiamo potuto pensare che certe battaglie fossero definitivamente vinte. Poi abbiamo imparato — anche grazie a donne come Emma Bonino — che i diritti non sono monumenti immobili: sono organismi vivi, che hanno bisogno di cura, vigilanza, difesa quotidiana.

Emma lo ha ripetuto molte volte: ‘I diritti civili non sono scritti nella pietra’. Una frase che oggi suona come un avvertimento politico, soprattutto in un tempo in cui vediamo riaffacciarsi tentativi di limitare l’autodeterminazione femminile e di mettere nuovamente sotto tutela corpi e libertà.

Emma Bonino – conclude De Nardis – non è mai stata una donna accomodante. Non ha cercato il consenso facile. Ha conosciuto l’impopolarità, l’isolamento, perfino l’incomprensione. Ma ha avuto il coraggio di chi sa che la politica non è soltanto gestione del presente: è capacità di immaginare un futuro diverso.”

In queste ore la figura di Emma Bonino è al centro del cordoglio nazionale e giustamente. Peccato che non si sia riusciti a farla arrivare allo scranno più alto delle nostre Istituzioni.

La storica leader radicale e fondatrice di +Europa, dunque, si è spenta in una data simbolica: l’11 di settembre a seguito di complicazioni respiratorie per via di un tumore che le ha tenuto compagnia per dieci anni. Rimarrà nella memoria una foto storica, quella che la ritrae vicino a papa Francesco, che due anni fa, aveva deciso di farle una sorpresa raggiungendola nella sua casa. 

Riportiamo qui le parole che disse nel 2017 al giornalista Mostafa El Ayoubi in una bella intervista realizzata in occasione della Campagna “Ero straniero”. L’intervista completa è disponibile sul sito delle rivista Confronti (2017).

Le parole di Emma risuonano assai attuali: “[…] La manipolazione politica, i pregiudizi e le falsità, e si veda il nostro piccolo prontuario: Tutto quello che sai sugli immigrati è falso, sono tali che i contrari hanno molta voce sui media, mentre chi ha un’impostazione diversa non riesce a farsi sentire”.  

“Sante”, lei direbbe “Laiche”, parole…