Roma (NEV), 16 Settembre 2026 – “Il 2025 è stato un anno segnato non solo dall’inasprirsi delle crisi, ma anche da una crescente lotta sui valori che plasmano il nostro mondo. In diverse regioni abbiamo assistito a una crescente polarizzazione geopolitica, al continuo deterioramento della cooperazione multilaterale e all’espansione di gruppi anti-diritti che strumentalizzano la religione per giustificare l’esclusione, la disuguaglianza e la divisione. Queste tendenze sono interconnesse e stanno rimodellando sempre più i sistemi in modi che mettono a dura prova la giustizia, la solidarietà e l’azione collettiva.”
Si apre così la lettera del Segretario Generale di Action by Churches Together (ACT) Alliance*, Rudelmar Bueno de Faria, inclusa nel Rapporto Annuale 2025 dell’organizzazione, disponibile online dal 14 settembre.
Il documento – disponibile in inglese, spagnolo e francese – offre una panoramica globale e regionale sul lavoro di membri e partner, evidenziando i principali risultati e le priorità per il 2026.
In particolare, tra le azioni principali segnalate dal Segretario Generale spicca il Rapid Response Fund (Fondo di Risposta Rapida), un meccanismo di finanziamento globale specializzato che garantisce aiuti tempestivi e locali nelle emergenze di piccola e media entità. Sul fronte strategico, viene evidenziato il lavoro con l’Advisory Panel on the Future of Humanitarian Action (Comitato Consultivo sul Futuro dell’Azione Umanitaria), un organismo internazionale e indipendente di esperti istituito per promuovere un sistema umanitario più equo, inclusivo, responsabile e radicato a livello locale.
A questo si aggiunge la sinergia con il Global Future Council on Faith in Action (Consiglio per il Futuro Globale sulla Fede in Azione), istituito dal World Economic Forum per introdurre prospettive etiche e basate sui valori nei dibattiti globali su temi quali il cambiamento climatico, l’intelligenza artificiale e la giustizia economica, attraverso modelli che favoriscono l’inclusione, la coesione sociale e il benessere collettivo.
La lettera rimarca infine il consolidamento delle partnership, estese sia all’interno del mondo religioso sia verso movimenti e istituzioni laiche, oltre all’adozione di aggiustamenti strategici tempestivi. Questi ultimi si sono resi necessari per favorire un modello di finanziamento più sostenibile ed equo a fronte di un contesto globale difficile, caratterizzato da significative riduzioni degli aiuti e dal mutamento delle priorità politiche.
Guardando in prospettiva futura, il Segretario Generale ha poi concluso: “La nostra strada è chiara. Dobbiamo continuare a difendere e a ripensare un ecosistema multilaterale equo, inclusivo e funzionale. Dobbiamo rafforzare le partnership tra i diversi settori, riunendo attori religiosi, società civile, governi e settore privato per co-creare soluzioni che riflettano la nostra comune umanità”.
*Act Alliance è una coalizione di oltre 160 chiese, organizzazioni confessionali e ONG di ispirazione religiosa provenienti da più di 120 paesi, impegnate insieme nello sviluppo globale, nella promozione dei diritti, nella giustizia climatica e nell’assistenza umanitaria. Nata nel 2010 dalla fusione tra la rete di soccorso ACT International (1995) e ACT Development (2007), l’alleanza ha come promotori storici il Consiglio ecumenico delle chiese (CEC) e la Federazione luterana mondiale (FLM).


























