• Home
  • Protestantesimo
    • 500 anni Riforma
    • Assise FCEI 2018
  • Ecumenismo e Dialogo
  • Chiese e Società
    • Cultura
    • Etica e Bioetica
    • Giustizia Pace Ambiente
    • Laicità e Diritti
    • Migrazioni
  • Mondo
  • Approfondimenti
    • Opinioni
      • Editoriali
      • Interviste
    • Documenti
      • Ecumenismo e Dialogo
      • Migrazioni
      • Ambiente
      • Giustizia e Pace
      • Etica e Bioetica
    • Schede
      • Fcei
      • Storia
      • Chiese
      • Ecumenismo e Dialogo
      • Migrazioni
      • Diritti
      • Who’s who
    • Libri
  • Mediterranean Hope
    • Corridoi Umanitari
    • Lo Sguardo dalle Frontiere
    • Collegati al sito MH
Cerca
15 Maggio 2026
  • CHI SIAMO
  • COMUNICATI STAMPA
  • NEWS FROM ITALY
  • CONTATTI
Registrati
Benvenuto! Accedi al tuo account
Hai dimenticato la password? Ottenere aiuto
Recupero della password
Recupera la tua password
La password verrà inviata via email.
Nev
  • Home
  • Protestantesimo
    • Tutto500 anni RiformaAssise FCEI 2018
      Protestantesimo

      Germania. Pastori con contratto privato dal 2029

      Protestantesimo

      Peyrot al Salone del Libro: “La storia dei valdesi ispira resistenza”

      Protestantesimo

      Kirchentag 2027 a Düsseldorf: prezioso o costoso?

      Protestantesimo

      Sinodo luterano 2026. Sfide e strategie per il futuro

  • Ecumenismo e Dialogo
    • Ecumenismo e dialogo

      Ispra-Varese. 60 anni della Chiesa evangelica ecumenica

      Ecumenismo e dialogo

      Da Augusta ad Azusa: luterani e pentecostali

      Ecumenismo e dialogo

      La Festa del Creato, un dono ecumenico per il III Millennio

      Cultura

      Quando l’ecumenismo passa anche da una biblioteca universitaria

      Chiese e Società

      Giornata mondiale di preghiera: “Venite, io vi farò riposare”

  • Chiese e Società
    • TuttoCulturaEtica e BioeticaGiustizia Pace AmbienteLaicità e DirittiMigrazioni
      Corridoi Umanitari

      Corridoi umanitari, arrivate oggi a Roma 144 persone dalla Libia

      Chiese e Società

      Hai la pelle nera? Allora ti controllo!

      Cultura

      Festival del cinema di Cannes. Giuria ecumenica al lavoro

      Giustizia Pace Ambiente

      Identità e giustizia climatica: l’impatto Māori nella Chiesa metodista 

  • Mondo
    • Mondo

      Jakarta: 80 anni di Alleanza biblica universale

      Mondo

      Washington, spari e Moral Monday: chiese contro guerre e violenza

      Mondo

      Luterani in Terra Santa: essere costruttori di pace

      Intersezioni

      Il ritorno degli U2: due nuovi EP tra ceneri e speranza

      Mondo

      Lettera interfedi per la pace

  • Approfondimenti
    • Opinioni
      • Editoriali
      • Interviste
    • Documenti
      • Ecumenismo e Dialogo
      • Migrazioni
      • Ambiente
      • Giustizia e Pace
      • Etica e Bioetica
    • Schede
      • Fcei
      • Storia
      • Chiese
      • Ecumenismo e Dialogo
      • Migrazioni
      • Diritti
      • Who’s who
    • Libri
  • Mediterranean Hope
    • TuttoCorridoi UmanitariLo Sguardo dalle Frontiere
      Corridoi Umanitari

      Corridoi umanitari, arrivate oggi a Roma 144 persone dalla Libia

      Corridoi Umanitari

      Nuovi arrivi dei corridoi umanitari dalla Libia

      Mediterranean Hope

      Lampedusa, ancora morti e feriti. La testimonianza delle operatrici della Fcei…

      Mediterranean Hope

      Cutro, tre anni dopo

    • Collegati al sito MH
Home Ecumenismo e dialogo L’ecumenismo è donna
  • Ecumenismo e dialogo
  • Opinioni
  • Editoriali

L’ecumenismo è donna

Di
Luca Baratto
-
18 Maggio 2016
Facebook
Twitter
Pinterest
WhatsApp

    Per il movimento ecumenico l’inaspettata apertura di papa Francesco alle donne diacono è una buona notizia perché un maggiore coinvolgimento delle donne nelle chiese favorisce l’ecumenismo. E’ un dato di fatto, fino ad oggi misconosciuto. Fino ad oggi un qualsiasi passo in avanti in questo senso è sempre stato bollato come un ulteriore ostacolo all’avvicinamento tra chiese. In realtà l’analisi, sposata acriticamente dall’informazione religiosa nostrana, era che tutto ciò che non si poteva uniformare al modello cattolico romano fosse un impedimento ecumenico grave. Siccome nella chiesa cattolica il sacerdozio è precluso alle donne, ogni decisione difforme proveniente da altre chiese è stata descritta come un motivo di ulteriore divisione. La realtà, tuttavia, è sempre stata diversa. Consideriamo il caso delle donne vescovo nella Chiesa d’Inghilterra. Tra le motivazioni a favore portate nel dibattito sinodale comparivano esplicitamente i passi avanti ecumenici che l’episcopato femminile avrebbe portato. Non solo il pieno riconoscimento dei ministeri con le chiese luterane episcopali come quelle scandinave, ma soprattutto un decisivo passo in avanti nei rapporti con la Chiesa metodista di Gran Bretagna. Anglicani e metodisti inglesi hanno da tempo sottoscritto un patto (Covenant) che impegna le due chiese a ricercare una sempre maggiore forma di cooperazione e di unione. Una cooperazione e un’unione a cui l’impossibilità delle donne di accedere a tutti i ministeri della chiesa aveva di fatto impedito di progredire: “per molti metodisti – recitava il rapporto istruttorio della Camera dei vescovi della Chiesa d’Inghilterra -, il mancato riconoscimento del pieno ministero femminile costituirebbe un grave ostacolo teologico all’unità visibile”.

    E’ poi un fatto che le chiese in cui le donne hanno pieno accesso tanto ai ministeri quanto alle strutture decisionali, sono più aperte al dialogo. Un colpo d’occhio di barbe, baffi e uomini di mezza età sovrappeso attorno a un tavolo ecumenico fa istintivamente temere l’impossibilità di raggiungere un accordo su qualsiasi argomento. Le chiese evangeliche che non hanno tra le loro priorità – o che, in alcuni casi, proprio non praticano – l’ecumenismo sono spesso anche quelle che non ammettono donne pastore. Non credo sia un caso. Mentre sul fronte ortodosso, qualche anno fa, avevano fatto scalpore le dichiarazioni dell’arcivescovo Hilarion, “ministro degli esteri” della Chiesa ortodossa russa, che aveva minacciato la fine delle relazioni con la Chiesa evangelica in Germania (EKD) a causa dell’elezione a presidente dei protestanti tedeschi di una donna, la vescova Margot Kässmann. Quella stessa chiesa si è distinta in questa apertura di secolo per la rottura di relazioni con la Chiesa episcopale americana (2003), la Chiesa di Svezia (2005), la Chiesa protestante unita di Francia e la Chiesa di Scozia (entrambe 2015), la sospensione della partecipazione alla Conferenza delle chiese europee (2008). Insomma, l’ecumenismo delle porte sbattute.

    Infine, vorrei aggiungere due altri elementi, che riguardano l’Italia, a favore della tesi che l’apertura ai ministeri femminili è un passo avanti per l’ecumenismo. Il più importante documento ecumenico sottoscritto dalle chiese cristiane italiane nell’ultimo decennio è l’“Appello ecumenico contro la violenza sulle donne”. A sottoscriverlo il 9 marzo del 2015, otto rappresentanti delle chiese cattolica, protestanti e ortodosse in Italia. L’iniziativa era partita da teologhe e studiose evangeliche che hanno individuato nella responsabilità educativa delle chiese uno strumento essenziale nella lotta alla violenza psicologica e fisica subita dalle donne e testimoniata dall’emergenza nazionale dei femminicidi. Otto chiese diverse portate a un tavolo comune dall’iniziativa delle donne. Non è un caso nemmeno questo. Come non è un caso che nel nostro paese, siano le teologhe cattoliche e protestanti, e non i loro omologhi uomini, ad avere una lunga e arricchente consuetudine al lavoro comune. Nel corso degli anni il Coordinamento teologhe italiane si è infatti dimostrato un importante luogo di condivisione, di frequentazione reciproca, di pensiero discusso e formulato insieme: un luogo ecumenico di grande importanza.

    Staremo a vedere se davvero un giorno la chiesa cattolica romana avrà delle donne diacono. Il cammino è ancora lungo e accidentato; tuttavia tirarsi indietro significherebbe fare un colpevole e grave passo indietro nel cammino ecumenico. (Nev-notizie evangeliche/18 maggio 2016)

    • TAGS
    • ecumenismo
    Facebook
    Twitter
    Pinterest
    WhatsApp
      Articolo precedenteApre i battenti la 69esima edizione di #Cannes2016
      Articolo successivoKenya. Preoccupazione dei luterani mondiali per la chiusura del più grande campo profughi del mondo
      Luca Baratto
      http://www.nev.it
      Redattore Agenzia stampa Nev - Notizie evangeliche e curatore della rubrica “Culto Evangelico” in onda su Radio 1 Rai

      ARTICOLI CORRELATIALTRI DI AUTORE

      Ecumenismo e dialogo

      Ispra-Varese. 60 anni della Chiesa evangelica ecumenica

      Ecumenismo e dialogo

      Da Augusta ad Azusa: luterani e pentecostali

      Ecumenismo e dialogo

      La Festa del Creato, un dono ecumenico per il III Millennio

      Cultura

      Quando l’ecumenismo passa anche da una biblioteca universitaria

      Chiese e Società

      Giornata mondiale di preghiera: “Venite, io vi farò riposare”

      Ecumenismo e dialogo

      Patto di Bari, un passo avanti nel cammino ecumenico. Intervista a Peter Ciaccio (FCEI)

      Seguici su Facebook

      NEV - notizie evangeliche
      Servizio stampa della Federazione delle chiese evangeliche in Italia via Firenze 38, I-00184 Roma
      tel. (+39) 06 4825 120 - (+39) 06 483 768
      fax. (+39) 06 4828 728
      Contattaci: nev@fcei.it
      • CHI SIAMO
      • COMUNICATI STAMPA
      • NEWS FROM ITALY
      • CONTATTI
      ©

      2025 Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia - P.IVA 01030141004
      Note Legali - Credits

      Per offrire una migliore esperienza di navigazione questo sito utilizza cookies tecnici e analitici di terza parte. Continuando la navigazione acconsenti all’uso dei cookies.OkPrivacy Policy