Bonhoeffer: il nemico più pericoloso del bene non è il male

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Roma (NEV/CELI), 17 aprile 2026 – Esiste una minaccia peggiore del male: la stupidità. Secondo la tesi di Dietrich Bonhoeffer, il male è smascherabile e crea disagio nella coscienza. Contro la stupidità, invece, siamo spesso disarmati: i fatti vengono ignorati e i pregiudizi prevalgono sulla realtà.

Quando la vita diventa precaria

Alla fine del 1942, nella Germania nazista, Dietrich Bonhoeffer scrisse un saggio breve destinato a una cerchia ristretta di amici. Si intitolava “Dopo dieci anni” (“Nach zehn Jahren”) — un bilancio privato, filosofico e teologico, composto da capitoli brevissimi: “Senza terra sotto i piedi”, “Che cosa resiste?”, “Coraggio civile”, e poi quello che ci riguarda qui: “Della stupidità”.

Bonhoeffer considera quindi quanto il nemico più pericoloso del bene non è il male ma la stupidità.

Non si tratta un esercizio accademico. Era il tentativo di un pastore luterano, già coinvolto nella resistenza contro Hitler, di capire come il suo paese — la terra dei poeti e dei pensatori — si fosse trasformato in qualcosa di irriconoscibile. Meno di due anni dopo sarebbe stato arrestato e impiccato.

In un articolo recente si esplorano le ricadute concrete della stupidità.

Un nemico peggiore del male

La tesi di Bonhoeffer è semplice e diretta: la stupidità è un nemico del bene più pericoloso della malvagità.

Contro il male si può protestare, lo si può smascherare, in ultima istanza lo si può fermare con la forza.

Il male, scrive, porta sempre in sé il germe della propria distruzione, perché lascia almeno un disagio nella coscienza.

Contro la stupidità, invece, siamo disarmati. Gli argomenti non fanno presa. I fatti che contraddicono i pregiudizi vengono semplicemente ignorati — o, se sono innegabili, liquidati come eccezioni irrilevanti. E lo stupido, a differenza del malvagio, è perfettamente soddisfatto di sé.

Non una questione di intelligenza

Il punto decisivo — quello che rende il testo di Bonhoeffer qualcosa di più di una provocazione — è la distinzione tra stupidità e scarsa intelligenza.

La Dummheit di cui parla non è un deficit cognitivo. È un difetto umano, non intellettuale.

Esistono persone intellettualmente brillanti che sono stupide, e persone intellettualmente limitate che non lo sono affatto. La stupidità, per Bonhoeffer, è un fenomeno sociologico prima che psicologico: si manifesta dove il potere si espande, dove la propaganda sostituisce il pensiero, dove l’individuo rinuncia…

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