Usa, Jacob Blake, Consiglio nazionale delle chiese: “Siamo indignati”

Per le chiese US la nuova sparatoria ai danni di una persona afroamericana mette in luce la "necessità di una riforma delle forze di polizia"

foto Jacob Owens, da unsplash

Roma (NEV), 27 agosto 2020 – Jacob Blake e il razzismo tornano a scuotere gli Stati Uniti. Dopo la sparatoria contro il cittadino di origine afroamericano, disarmato, a Kenosha, in Wisconsin, domenica scorsa, anche in questo caso ripresa da un video, ieri si è fermato per la prima volta il mondo dello sport. Dal calcio al golf, fino a diversi match di basket sospesi e l’intera stagione NBA, la principale lega professionistica di pallacanestro degli Stati Uniti, in forse. E anche le chiese tornano a chiedere giustizia.

“Siamo stanchi ma non troppo stanchi per continuare la lotta per la giustizia”, scrive in un comunicato il Consiglio nazionale delle chiese cristiane degli USA (NCCCUSA).

“Le prove video – continuano le chiese – sembrano mostrare chiaramente che Blake era disarmato, quando è stato colpito più volte alla schiena a bruciapelo davanti ai suoi tre bambini piccoli. Parte della nostra famiglia allargata, Blake è il nipote del pastore dell’African Methodist Episcopal (AME) Rev. Jacob Blake, Sr., che ha servito a Evanston,  presso la chiesa di Ebenezer, negli anni ’60 e ’70 ed è stato un attivista per il diritto alla casa a Chicago”.

Il Consiglio punta anche il dito contro un altro episodio, in Louisiana, quello in cui ha perso la vita il giovane Trayford Pellerin, le cui indagini sono ancora in corso. Un altro afroamericano colpito a morte da poliziotti bianchi.

Tutti episodi che, secondo le chiese nordamericane, “evidenziano la necessità di una riforma della polizia e di una maggiore formazione” degli agenti.

Nel frattempo, però, le chiese chiedono verità e giustizia e che venga fatta piena luce sulla scia di morti causate dalle forze dell’ordine: “Ribadiamo la nostra richiesta di indagini complete, trasparenti e indipendenti sulla condotta degli agenti coinvolti in entrambe queste terribili sparatorie. Ripetiamo il nostro appello affinché ogni ufficiale giurato del dipartimento di polizia di Kenosha – così come nei dipartimenti di polizia di tutto il paese – utilizzi le telecamere e invitiamo il dipartimento di polizia di Lafayette a rilasciare immediatamente le riprese del corpo dell’incidente del signor Pellerin”.

“Il fatto che queste ingiustizie continuino dopo mesi di proteste in seguito alla morte di George Floyd, Breonna Taylor e Ahmaud Arbery e di troppi altri – continua la nota dell’NCCCUSA – , è indicativo di quanto siano profondamente danneggiati i nostri sistemi e di quanto lavoro debba ancora essere fatto per porre fine al razzismo, al suprematismo bianco e ai pregiudizi inconsci.

Preghiamo per la completa guarigione fisica ed emotiva del signor Blake dalle molteplici ferite da arma da fuoco e dall’orrore di questa situazione. Preghiamo che i suoi tre bambini e la sua famiglia, così come la comunità, guariscano dal trauma causato dalla sparatoria. Preghiamo per la famiglia e gli amici del signor Pellerin che piangono la sua inutile uccisione. E preghiamo affinché la nostra nazione guarisca e si muova rapidamente e con decisione verso la giustizia. Dobbiamo porre fine al razzismo che infesta le nostre istituzioni e perpetua il mito secondo cui le vite dei neri sono sacrificabili. Le vite nere contano”.

Questi ultimi casi, dopo le proteste scoppiate dopo la morte di George Floyd, riportano il tema del razzismo e dei soprusi ai danni degli afroamericani al centro del dibattito in America e non solo, mentre entra nel vivo la campagna per le presidenziali.

Intanto è stato identificato il poliziotto che avrebbe sparato sette colpi alla schiena a Blake. Ed è stato arrestato Kyle Rittenhouse, il 17enne simpatizzante dell’estrema destra, per l’uccisione di due persone nel corso degli scontri in Wisconsin.