Roma (NEV), 27 ottobre 2026 – Lo scorso 25 ottobre la “sala nobile” della chiesa valdese di Forano (RI) è stata dedicata al teologo Paolo Ricca. Nel corso della giornata, il culto tenuto dal Moderatore della Tavola valdese, pastore William Jourdan.
In un post sulla sua pagina social, la figlia del noto teologo, Laura Ricca, ha ringraziato il pastore Emanuele Fiume e il Moderatore William Jourdan, nonché la comunità valdese di Forano.
La targa scoperta nel salone da Stella Girolami, moglie di Ricca, riporta il seguente versetto: “Noi dunque facciamo da ambasciatori per Cristo” (II Corinzi 5, 20).

Qui di seguito, il discorso inaugurale tenuto dal pastore Emanuele Fiume per la dedicazione del salone valdese di Forano alla memoria di Paolo Ricca.
Signor sindaco,
reverendo parroco,
signor Moderatore,
cari Stella, Laura, Alberto, Francesco,
cari fratelli, sorelle e amici,
devo collegare l’evento lieto dell’inaugurazione degli spazi rinnovati della Chiesa valdese di Forano, che gestisce in uno spirito di apertura e di condivisione, come se avessimo le chiavi di una casa aperta a tutti, una casa di tutti, con il ricordo del pastore Paolo Ricca.
In particolare nella dedicazione di questo salone, in cui si mangia insieme.

Grazie alla generosità di tanti membri della chiesa che hanno sostenuto questi lavori economicamente e con tanto lavoro volontario, grazie agli investimenti della Tavola valdese e all’attento e professionale accompagnamento del suo Ufficio patrimonio immobiliare e in particolare del geometra Roberto Ricca (come vedete nulla è lasciato al caso, nemmeno le omonimie), ci troviamo oggi in locali rinnovati, accoglienti, aperti e fruibili, davanti a un giardino che sembra un triangolo d’Inghilterra in mezzo alla Sabina.
Questa sala viene dedicata alla memoria di Paolo Ricca, teologo valdese con la passione dell’ecumenismo. Passione sviluppata a Forano, la prima chiesa da lui curata negli anni 1962-1966. In quegli anni Ricca seguì i lavori del Concilio Vaticano II per conto dell’Alleanza riformata mondiale. Forano ebbe dunque come suo pastore uno dei teologi protestanti più presenti ed attenti ai lavori conciliari. Forano e l’ecumenismo restarono sempre nel cuore di Paolo Ricca.
Ma… qui siamo in un luogo dedicato particolarmente alle agapi, al pasto comune che le chiese protestanti consumano periodicamente in un clima di festa, di accoglienza e di fraternità.

Ora, chi ha conosciuto Paolo Ricca non superficialmente, non potrà mai dimenticare Paolo Ricca a tavola! Ricorderà certamente qualche episodio, qualche detto, qualche discorso di Paolo Ricca a tavola. Mangiare in sua compagnia era un piacevole ping pong di grande ascolto da parte sua – un uomo che sapeva davvero ascoltare gli altri – e un piacevolissimo eloquio lento e ponderato, ricco di profondità, di arguzie, di aneddoti, di motti di spirito. Una situazione di profonda comunione e familiarità che non può non ricordare i Tischreden, i discorsi a tavola del Riformatore Martin Lutero. Ricca era non solo un ottimo commensale e un cultore della buona tavola, ma anche un bravo cuoco, pur senza eguagliare l’eccellenza, e dico l’eccellenza di Stella. Alla festa del suo compleanno (che, guardate un po’, cadeva nel bel mezzo della settimana di preghiera per l’unità dei cristiani), al suo compleanno, dicevo, non mancava mai il mont-blanc.
Nella Bibbia il godimento dei doni terreni non è mai alternativo ai doni spirituali: Dio promette al suo popolo il paese dove scorrono latte e miele; il Signore Gesù Cristo condivide i pani e i pesci e si rivela nella condivisione della cena di Emmaus, e il suo regno è rappresentato come un banchetto. In quanto cristiani, ci piace stare a tavola insieme. Non siamo gnostici! Non siamo puro spirito! Possiamo vivere qui e ora il regno di Dio già presente, anche se non ancora evidente.
Il Signore Gesù Cristo dona questa situazione di comunione e gioia nel corpo e nello spirito insieme, perché senza di lui le nostre vite non si sarebbero mai incrociate e molti, moltissimi di noi non si sarebbero mai incontrati. Di questo regno, Paolo Ricca è stato ambasciatore a tutto campo, senza risparmiarsi e senza porsi limiti e barriere.
Nella gratitudine e nella responsabilità che ne deriva, gli dedichiamo questa sala.
Grazie per la vostra attenzione e, soprattutto, per la vostra partecipazione.




























