Roma (NEV), 29 ottobre 2026 – Christine Marie, psicologa esperta di “sette”, e il marito Tolga Katas entrano con una telecamera nella cerchia di Samuel Bateman, autoproclamato profeta di una frangia della Chiesa fondamentalista mormone (FLDS). Le loro riprese diventano prove. Nel dicembre 2024 Bateman riceve una condanna a 50 anni per rapimento e sfruttamento sessuale di minori. Dall’8 aprile 2025 la storia è su Netflix: “Trust Me: The False Prophet”, quattro puntate firmate da Rachel Dretzin.
Le “sette”, nuovo genere delle piattaforme streaming
Le “sette” sono ormai un genere delle piattaforme. In Svizzera la SRF ha prodotto “Der Engelmacher”, sulla comunità Methernitha e sul fondatore Paul Baumann, condannato nel 1974 per abusi su ragazze. Per Georg Schmid, direttore del centro evangelico Relinfo, il Paese resta terreno fertile: pluralità confessionale, libertà di culto, benessere.
Gen Z e religione: una generazione cerca fede e comunità
La Generazione Z non abbandona la fede. Secondo The Harris Poll, negli Stati Uniti il 33% dei giovani adulti si dice religioso, contro il 18% dei boomer. Il 57% usa la spiritualità per sentirsi padrone del proprio futuro, il 70% vuole più comunità in presenza. Molti si informano su TikTok e YouTube, lontano dalle autorità religiose. Serve prudenza: nel Regno Unito rapporto, che annunciava un boom di giovani in chiesa, è stato ritirato a marzo per dati inattendibili.
“Sette” in Italia: tredici milioni nell’orbita
In Italia, secondo un’inchiesta de La Stampa del 4 ottobre 2026, sono tredici milioni le persone entrate in contatto con realtà settarie. La polizia e il Centro studi sugli abusi psicologici (Cesap) raccolgono oltre 3.500 richieste d’aiuto l’anno. Il caso più recente porta ad Almese, in Val di Susa, dove il gruppo “Fiore della Pace” ruotava attorno a Bruno Antonio Malatesta, il “Prescelto”.
Il Gruppo di ricerca e informazione socio-religiosa (GRIS), associazione cattolica attiva dal 1987, ha censito circa trecento gruppi pseudo-religiosi legati a magia, esoterismo, occultismo e satanismo. I più pericolosi, secondo quanto riportato da Avvenire, sono quelli che usano la paura del diavolo per reclutare: nascono e scompaiono nel giro di pochi mesi. Il GRIS segnala anche il cyber-occultismo e l’uso dell’intelligenza artificiale come nuovo canale.
Il vuoto normativo pesa. Il reato di plagio è caduto nel 1981 per una sentenza della Corte costituzionale. In Senato la Commissione Giustizia esamina il disegno di legge S. 1496, che introduce il reato di manipolazione psicologica e mentale.
Perché i giovani: love bombing e algoritmi
Già nel 2008 la psicologa Isabella Lai, in uno studio per l’Associazione italiana di psicologia giuridica (AIPG), descriveva il meccanismo. L’adolescenza è una crisi di identità. La persona giovane si stacca dalla famiglia e cerca un nuovo gruppo di riferimento. La setta offre esattamente questo. La tecnica d’ingresso più nota è il “love bombing”: la recluta, avvicinata in un momento di fragilità, viene circondata di attenzioni continue. Poi arrivano la dottrina, il radicamento nel gruppo, l’allontanamento da famiglia e amici, infine il proselitismo.
Il contesto rende tutto più rapido. Un sondaggio recente di infratest dimap per la redazione investigativa tedesca della SWR (emittente radiotelevisiva pubblica regionale), su 1.300 persone, rileva che il 69% dei giovani tra i 18 e i 34 anni si sente molto o estremamente stressato da guerre e incertezze economiche.
Il Comune di Augusta, in Baviera, nel suo piano di prevenzione della radicalizzazione pubblicato a gennaio 2026, scrive che i gruppi estremisti, anche religiosi, offrono ai giovani comunità, appartenenza e riconoscimento. Gli algoritmi dei social ripropongono contenuti simili e chiudono l’orizzonte. Il primo contatto, spesso, avviene online.
Segnali d’allarme e centri di consulenza
Non esistono liste di controllo infallibili. Il documento di Augusta indica però alcuni segnali: il ritiro dalle relazioni abituali, un nuovo e improvviso giro di amici, l’abbandono di hobby e interessi, una visione del mondo del tipo “noi contro loro”. Nei gruppi settari si aggiungono la pretesa di possedere la verità assoluta, la separazione netta da chi sta fuori, il controllo su ogni ambito della vita, l’autorità indiscussa del capo.
Le Chiese evangeliche europee hanno strutture dedicate. Diverse strutture delle chiese in Germania offrono consulenza sulle questioni di visione del mondo: gratuita, riservata, coperta dal segreto pastorale e aperta a chiunque, anche a chi non è membro di chiesa. In Svizzera opera Relinfo. In Italia il Cesap e le associazioni dei familiari delle vittime restano i principali punti di riferimento.
La Generazione Z, quindi, non rinuncia alla fede e cerca comunità, ma lo fa in un contesto di forte stress, segnato da guerre e incertezza economica, che la rende più esposta al richiamo dei gruppi settari. Il rischio cresce con le nuove tecnologie: algoritmi e intelligenza artificiale offrono a questi gruppi canali nuovi per avvicinare e reclutare i giovani. Il tema è sempre più presente anche nei media, come mostrano le produzioni delle piattaforme streaming. Resta decisiva la consapevolezza: informare la società, e i giovani stessi, aiuta a riconoscere i segnali d’allarme prima che l’appartenenza a un gruppo diventi dipendenza.
Georgia Betz
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