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Home Ecumenismo e dialogo G20 religioni, Kitanovic (KEK): “Sempre più casi di violazione della libertà religiosa”
  • Ecumenismo e dialogo

G20 religioni, Kitanovic (KEK): “Sempre più casi di violazione della libertà religiosa”

La segretaria esecutiva per i diritti umani della Conferenza delle chiese europee è protagonista della terza ed ultima intervista realizzata a margine del G20 delle religioni, a Bologna

Di
Agenzia NEV
-
23 Settembre 2021
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    Elle Leontiev, unsplash

    Roma (NEV), 23 settembre 2021 –  Elizabeta Kitanović, segretaria esecutiva per i diritti umani della Conferenza delle chiese europee (KEK) è protagonista della terza ed ultima intervista realizzata a margine del G20 delle religioni, a Bologna.

    La Conferenza delle chiese europee, insieme al Centro per la sicurezza e la crisi (SACC) del Congresso ebraico europeo (EJC), Faith Matters e l’Unione buddista europea, ha ricevuto una sovvenzione di 3 milioni di euro dalla Commissione europea per la protezione dei luoghi di culto in Europa, lo scorso maggio.

    La KEK è molto impegnata sul tema della libertà religiosa. Qual è la situazione in Europa? Quali progetti ci sono in cantiere?

    Il nostro impegno primario, grazie al contributo della Commissione UE, è fare formazione sulla sicurezza nei luoghi di culto, per aumentare la consapevolezza dei cittadini, attraverso varie attività di alfabetizzazione religiosa. All’interno di questo programma molto ampio abbiamo prodotto una guida per le forze dell’ordine: un documento rivolto agli “addetti ai lavori”, dai legali agli agenti di polizia, per cercare di spiegare come si articolano il cristianesimo, il buddismo, l’slam e l’ebraismo, nei vari Paesi, come vivono e si organizzano le comunità. Il secondo passo, sempre in termini di advocacy e di informazione, è stato produrre delle linee guida per i leader religiosi e per i fedeli, sulla protezione dei luoghi di culto. Non importa che tu sia un credente o un non credente, perchè avere maggiori informazioni e consapevolezza può salvarti la vita e per salvare la vita di altre persone. 

    Abbiamo poi costruito un sito internet, www.sasce.eu, e promosso centinaia di corsi di formazione. Quelli rivolti ai leader delle chiese, per aiutarli a diventare consapevoli dei rischi: ciò significa che le chiese e i simboli ecclesiastici negli edifici religiosi devono avere dei piani specifici per la sicurezza. E significa anche che i leader religiosi devono mantenere delle relazioni molto strette e costanti con le forze dell’ordine, per prevenire ogni attacco ed episodio di possibile rischio. Nell’ambito di questo progetto, inoltre, realizziamo e inviamo una relazione mensile alla Commissione europea, sugli episodi di violazione della libertà religiosa. Un tema particolarmente importante è quello dell’incitamento all’odio nella sfera pubblica, su base religiosa, un allarme che registriamo purtroppo in costante crescita.

    Vogliamo assicurarci, in questo modo, che l’Unione Europea sia consapevole dalle informazioni e delle denunce che riceviamo, delle segnalazioni che ci arrivano dalle chiese di tutto il continente. E a maggio 2021, per la prima volta, l’esecutivo comunitario ha realizzato una vera e propria guida sulla sicurezza nei luoghi di culto.

    Le violazioni della libertà religiosa, quindi, sono in aumento in Europa?

    C’è purtroppo un drammatico aumento delle violazioni della libertà religiosa in Europa, in tutte le comunità. Un fenomeno che purtroppo sfocia spesso in antisemitismo ed islamofobia, in forme di discriminazione molto gravi e talvolta, drammaticamente, in attentati terroristici che mietono morti e feriti. Ora però abbiamo una nuova consapevolezza, un approccio interreligioso su tali violazioni. Fino a poco tempo fa sembrava che ogni comunità tendesse più a tutelare se stessa e anzi si innescava in qualche modo un meccanismo di “competizione” tra le vittime. Noi lavoriamo in senso ecumenico proprio per dire che ogni violazione del diritto a professare la propria fede conta, che dobbiamo occuparcene tutte e tutti insieme, a prescindere da quale sia la confessione di appartenenza. Questa è la grande sfida che ci aspetta”.


    Il progetto SASCE ha come obiettivo quello di aumentare la sicurezza all’interno e intorno ai luoghi di culto, nonché tra le comunità. Le quattro organizzazioni svilupperanno strumenti per rafforzare la consapevolezza della sicurezza e la gestione delle crisi. Una rete coordinerà corsi di formazione e briefing per le comunità religiose. Saranno inoltre attivate campagne di comunicazione.

    Il progetto intende infine promuovere la fiducia e la cooperazione tra la società civile e le autorità nazionali ed è finanziato dal Fondo sicurezza interna della Commissione europea “ISF-P” e terminerà nel 2023.

    Per approfondire il tema:

    https://www.ceceurope.org/video-resources-2021-summer-school-on-human-rights/

    https://www.ceceurope.org/summer-school-focuses-on-protection-of-worship-places-and-religious-communities/


    Altre interviste dal G20 delle religioni:

    Jim Winkler, presidente del Consiglio nazionale delle chiese di Cristo negli USA (NCCCUSA)

    Philip Vinod Peacock, Segretario generale facente funzione per i programmi della Comunione Mondiale delle Chiese Riformate (CMCR)

     

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