Roma (NEV), 14 ottobre 2026 – “L’Esercito della Salvezza opera ad Haiti da oltre 75 anni, fornendo aiuti umanitari, servizi sanitari ed educativi e programmi comunitari. Da questa complessa presenza in prima linea, l’organizzazione continua a testimoniare l’impatto devastante della violenza armata sulle comunità, in particolare su donne e bambini. Quasi 1,5 milioni di persone risultano attualmente sfollate all’interno del Paese, costrette a vivere in siti sovraffollati con un accesso limitato ai servizi di base e con un rischio drammaticamente accresciuto di violenza di genere, sfruttamento e reclutamento di minori. Allo stesso tempo, le violenze sessuali rimangono diffuse, mentre i sopravvissuti affrontano gravi barriere per accedere all’assistenza sanitaria, alla protezione e alla giustizia”.
Questi temi centrali sono stati portati all’attenzione della comunità internazionale da Markus Hofer, rappresentante dell’Esercito della Salvezza a Ginevra, durante un dialogo interattivo svoltosi il 2 ottobre 2026 nel quadro della 63ª sessione regolare del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite. Il resoconto è stato poi ripreso in un articolo pubblicato dall’Esercito della Salvezza in occasione della Giornata internazionale delle bambine e delle ragazze, che si celebra ogni anno l’11 ottobre.
Con il suo discorso, Hofer ha focalizzato l’attenzione sull’allarmante impatto della violenza armata e sulle sistematiche violazioni dei diritti umani ad Haiti, sottolineando l’impegno della Commissione internazionale per la giustizia sociale (The International Social Justice Commission – ISJC) dell’Esercito della Salvezza a favore dei bambini e delle bambine i cui diritti e la cui sicurezza sono minacciati.
Il controllo del territorio e il traffico di armi
Ad Haiti, i conflitti tra gang rivali per il controllo di Port-au-Prince e delle aree circostanti hanno trascinato il Paese in una crisi di sicurezza. Le azioni criminali continuano ad aggravarsi e seminano terrore tra i civili attraverso estorsioni, saccheggi di istituzioni pubbliche e servizi sociali – tra cui scuole, centri sanitari e tribunali – oltre a sequestri a scopo di riscatto, violenze sessuali e omicidi.
Secondo i rapporti ufficiali dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani (OHCHR), si stima che nel Paese circolino tra le 270.000 e le 500.000 armi illegali. Haiti, tuttavia, non produce armi o munizioni. L’approvvigionamento è garantito da reti illecite internazionali. I carichi vengono acquistati tramite prestanomi sul mercato statunitense — in particolare in Florida — oppure contrabbandati via mare sfruttando i porti della Repubblica Dominicana.
Il coraggio dei civili e il monito delle Nazioni Unite
La ferocia degli scontri è testimoniata dai dati ufficiali verificati dall’ONU: dall’inizio dell’anno all’11 settembre 2026, si registrano già almeno 5.700 tra morti e feriti a causa della violenza che si propaga nel Paese.
“Abbiamo bisogno che tutti gli occhi siano puntati su Haiti”, ha dichiarato con forza Volker Türk, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, durante il suo intervento alla 63ª sessione del Consiglio, introducendo il quadro e i numeri drammatici della crisi. “E non dobbiamo mai perdere di vista il fatto che, in tutto il Paese, comunità e singoli individui stanno dimostrando un coraggio, una resilienza e una dignità straordinari. Ogni mattina, i bambini escono da case prive di acqua corrente, vestiti con uniformi immacolate e stirate con cura, e si incamminano verso la scuola. Dobbiamo fare in modo che si avvicini il giorno in cui la speranza, e non la paura, cammini con loro lungo la strada”.
L’appello di Hofer e le priorità per il futuro
Nel suo appello finale, Markus Hofer ha esortato la comunità internazionale a rafforzare l’accesso umanitario, a garantire servizi coordinati e incentrati sui sopravvissuti, a offrire maggiore protezione per le donne e i bambini sfollati e ad assicurare l’accertamento delle responsabilità per le gravi violazioni commesse.
“Alto Commissario, esperti indipendenti, data la portata e la complessità della crisi, quali passi concreti può compiere la comunità internazionale per garantire che le risposte umanitarie e in materia di diritti umani rimangano adeguatamente finanziate e raggiungano i più vulnerabili, in particolare donne e bambini?”, è stata infine la domanda posta da Hofer.
Rispondendo alla portata e alla complessità della crisi, l’esperto indipendente dell’ONU per Haiti, William G. O’Neill, ha delineato due priorità cruciali: il rafforzamento della giustizia locale e la protezione rigorosa dei minori. O’Neill ha spiegato che le sezioni giudiziarie haitiane specializzate contro le violenze di massa e i reati finanziari hanno un disperato bisogno di fondi e competenze internazionali per poter funzionare.
Sul fronte dei minori, ha denunciato che il numero di giovani sfruttati dalle bande armate oscilla ormai tra i 5.000 e i 6.000, sottolineando che devono essere trattati a tutti gli effetti come vittime e non come criminali. Ha inoltre evidenziato la grave mancanza di strutture dedicate al loro recupero, segnalando la necessità di implementare urgentemente centri specializzati sul territorio.
Haiti, Uganda e Ucraina: i tre rapporti presentati all’UPR
L’impegno internazionale dell’Esercito della Salvezza si inserisce in un’azione politica e di monitoraggio ancora più ampia. La Commissione internazionale per la giustizia sociale (ISJC) dell’organizzazione ha infatti ufficialmente presentato presso le Nazioni Unite tre rapporti formali in vista della 54ª sessione della Revisione Periodica Universale (UPR) prevista per gennaio 2027.
I documenti, basati sull’operato diretto sul campo dell’organizzazione, denunciano le violazioni dei diritti in Haiti, Uganda e Ucraina. L’UPR rappresenta il meccanismo con cui gli Stati membri dell’ONU esaminano reciprocamente il rispetto dei diritti umani, un processo in cui la società civile gioca un ruolo fondamentale per dare voce alle reali esperienze delle comunità colpite.
L’intervento di Hofer:
Fonti e approfondimenti:
Rassegna stampa NEV – Notizie evangeliche, ecumeniche, inter-fedi
https://www.ohchr.org/sites/default/files/2025-03/a-hrc-58-76-auv.pdf


























