Festa della Riforma. Ferrario: «Il Vangelo è concreto»

Fulvio Ferrario

Roma (NEV), 30 ottobre 2026 – Andare oltre le “paure superflue”: è l’invito del pastore valdese Fulvio Ferrario in occasione del 31 ottobre, festa della Riforma protestante. “Il Vangelo è concreto, la Bibbia è concreta” dice Ferrario in un’intervista su chiesavaldese.org; un richiamo a riscoprire le Scritture e la loro capacità di parlare alla vita.

Alle domande su Martin Lutero di Sabina Baral, Ferrario risponde, fra l’altro, ricordando la visita di Benedetto XVI a Erfurt, nel 2011, quando il papa sottolineò che “la passione di Lutero era Dio”. Una considerazione che, osserva il pastore, coglie un punto essenziale della Riforma: “Il centro di Lutero non è la modernità o la democrazia, ma essere preso dalla Parola di Dio e da Dio”. Su questo, secondo Ferrario, Benedetto XVI aveva ragione, anche se non ne trasse tutte le conseguenze.

A 450 anni dalla nascita di Giovanni Diodati, traduttore della Bibbia in italiano, si pone anche la questione della conoscenza biblica nel nostro paese. L’Italia è storicamente “analfabeta dal punto di vista biblico”, una condizione che riguarda in particolare anche l’opinione pubblica laica. Eppure cresce l’interesse per la Bibbia come documento, come “codice”, ad esempio letterario.

La predicazione può contribuire a contrastare questo impoverimento, aiutando a vivere con le Scritture e a custodirne le parole nella memoria: un patrimonio che un tempo apparteneva anche alle persone più semplici, capaci di sapere i salmi a memoria, spiega Ferrario. Che conclude con un versetto, letto anni fa sulla lapide dell’ex presidente tedesco Johannes Rau e che richiama la vicenda di Pietro e del suo tradimento: “Anche costui era con Gesù di Nazareth”. Parole che, nel racconto evangelico, suonano come un’accusa, ma che Ferrario invita a leggere nella loro verità, cioè nella manifestazione dell’Evangelo.