Harald V: un re e la sua chiesa

Foto ufficiale Casa reale norvegese

Le 6.35 del 28 agosto

Harald V, re di Norvegia, si è spento la mattina del 28 agosto al Rikshospitalet di Oslo, dove era ricoverato dal 17 per un’anemia emolitica.

Aveva ottantanove anni di cui trentacinque sul trono. Era il monarca più anziano d’Europa.

Il figlio Haakon Magnus è diventato re nello stesso istante, come prevede la costituzione.

In un consiglio di Stato straordinario, quella stessa mattina, ha comunicato al governo il nome scelto — Haakon VIII — e il motto, lo stesso del padre, del nonno e del bisnonno: Alt for Norge, tutto per la Norvegia. Mette-Marit è regina, la figlia Ingrid Alexandra principessa ereditaria.

Una fede costituzionale

C’è un dettaglio della Costituzione norvegese che riguarda direttamente la nostra confessione, quella luterana: il re è tenuto a professarla.

Nel percorso che tra il 2008 e il 2012 ha portato ad una sempre maggiore separazione tra Stato e chiesa in Norvegia, una commissione propose di abolire quell’obbligo.

Harald intervenne. Secondo il racconto pubblicato in questi giorni dal quotidiano Vårt Land, fu una conversazione con l’allora ministro per gli affari ecclesiastici Trond Giske a risolvere la questione: l’obbligo restò.

L’ex vescovo di Oslo Gunnar Stålsett, amico di famiglia, lo ha definito «una specie di precedenza reale».

Non tutti, in Norvegia, considerano quella norma un bene: c’è chi la ritiene un residuo confessionale in uno Stato ormai plurale. Tuttavia Harald V volle mantenerla…

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