Roma (NEV), 7 ottobre 2026 – La Conferenza congiunta del 2026 delle commissioni e dei gruppi di riferimento del Consiglio ecumenico delle chiese su ‘Vita, Giustizia e Pace’ è in corso a Chiang Mai, in Thailandia, sino al 10 ottobre 2026. Per l’Italia è presente il pastore Sergio Manna.
La conferenza riunisce le commissioni del Consiglio ecumenico delle chiese (CEC) dedicate agli affari internazionali, alla giustizia climatica e allo sviluppo sostenibile, nonché alla salute e alla cura, insieme ai gruppi di riferimento su temi quali il superamento del razzismo e della discriminazione, la giustizia di genere e la diaconia ecumenica. Nel loro insieme, questi organismi contribuiscono all’opera del CEC nell’ambito dell’etica sociale e dell’azione ecumenica. L’evento sarà ospitato dalla Chiesa di Cristo in Thailandia, in collaborazione con la Conferenza Cristiana dell’Asia.
“Sono stato convocato in quanto membro della Commissione del World Council of Churches che si occupa della salute e della cura – ha dichiarato all’Agenzia stampa Nev Sergio Manna, raggiunto telefonicamente. In questo incontro biennale sono convocate le Commissioni che si occupano di varie tematiche care al CEC: la vita, la giustizia, la pace, la salvaguardia del creato. Sono infatti alcuni dei temi che affrontiamo in questi giorni. Ci interroghiamo su che cosa vuol dire essere Chiesa oggi, come articolare nuovamente il centro e fondamento della Chiesa che è Gesù Cristo, come farlo nel nostro tempo, nell’epoca complessa in cui viviamo. Nella quale – ha proseguito Manna – la stessa fede cristiana viene strumentalizzata e abusata da più parti a scopi politici, con atteggiamenti che contraddicono in tutto e per tutto il contenuto dell’Evangelo di Gesù Cristo. L’identità della Chiesa è relazionale e quindi vivere come entità isolate non ha senso. È di per sé una contraddizione. Bisogna diventare Koinonia, cioè comunione di Chiese che in qualche modo riflettono il fatto che l’essere stesso di Dio è relazionale. Dio in sé stesso è il dialogo tra Padre, Figlio e Spirito Santo. E allora – conclude Manna – ci interroghiamo su come essere Chiesa insieme, esserci per gli altri, come avrebbe detto Bonhoeffer, ma anche esserci con gli altri, come dare una testimonianza comune, come articolare il messaggio del Vangelo, l’amore per Dio, ma anche l’amore per il prossimo, nella consapevolezza che la compassione deve tradursi nella lotta per la giustizia.
E siamo qui anche per leggere i segni dei tempi. Si rende necessaria dunque – chiosa Manna – nella nostra epoca una teologia della dignità umana, e si rende necessaria questa teologia della dignità umana a fronte del potere sempre più grande dell’intelligenza artificiale che in molti campi rischia veramente, a breve termine, di sostituire l’umano. E poi ci si interroga anche sulle emergenze climatiche”.
La conferenza congiunta si colloca a margine di molte crisi convergenti: conflitti armati, disprezzo per il diritto internazionale, disuguaglianze crescenti, emergenza climatica e rapidi cambiamenti tecnologici.
In questo scenario, i partecipanti attingeranno a un secolo di pensiero e azione sociale ecumenica – a partire dalla Conferenza di Stoccolma del 1925 su “Vita e Opera” (Life and Work) – per riesaminare i principi fondanti dell’etica ecumenica e valutare come essi possano essere declinati e vissuti oggi.
L’evento, della durata di una settimana, si è aperto con incontri all’insegna del “pellegrinaggio”, offrendo ai partecipanti l’opportunità di conoscere comunità e organizzazioni locali di Chiang Mai e dintorni impegnate su temi quali la qualità dell’aria, le migrazioni, l’HIV e la giustizia sanitaria, nonché il dialogo interreligioso.
La preghiera, la riflessione biblica e l’approfondimento teologico costituiscono il fondamento della conferenza.
Sessioni plenarie e seminari stanno analizzando la crisi ecologica, la dignità umana nell’era dell’intelligenza artificiale e il ruolo delle chiese nel plasmare un ordine internazionale basato sui valori.
I partecipanti, inoltre, in prospettiva decoloniale stanno valutando le interconnessioni tra diaconia ecumenica, salute e cura, giustizia razziale e giustizia di genere.
Nel quadro del “Decennio ecumenico per l’azione di giustizia climatica” (2025–2034) promosso dal CEC, è dedicato anche uno spazio alla condivisione di possibilità concrete di azione climatica da parte delle chiese.
Nel corso dell’incontro si cercherà di rispondere a una domanda dirimente: “Come siamo chiamati a rendere testimonianza insieme oggi?”.
La conferenza si concluderà con l’adozione di un messaggio congiunto, volto a delineare una visione per il pensiero e la testimonianza sociale ecumenica nell’attuale contesto.

























