Roma (NEV), 23 ottobre 2026 – In seguito alla riflessione pubblicata ieri dalla Commissione sinodale per la diaconia (CSD – Diaconia valdese) dal titolo “Carovita, bilancio, proteste. La posizione della Diaconia valdese” – un’analisi nata alla luce delle recenti mobilitazioni – riceviamo e pubblichiamo una nota dalla Commissione globalizzazione e ambiente (GLAM) della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI).
Fermarsi
Mentre l’Unione europea nel quadro finanziario pluriennale dell’UE 2028-2034 progetta di tagliare le spese della politica agricola comune del 20% e di devolvere anche parte dei Fondi di coesione alla corsa agli armamenti, gli effetti delle guerre dell’Occidente contro i fornitori di energia che fanno concorrenza agli interessi USA hanno logorato i margini di rassegnazione al mantra ‘non c’è alternativa’ e il Sud Italia si è sollevato regione dopo regione. Autotrasportatori (l’infrastruttura reale dei flussi logistici), agricoltori, pescatori ed altre categorie produttive connesse alla filiera agricola e agroalimentare tornano in strada dopo le proteste di gennaio-marzo 2024.
La dipendenza dell’agricoltura e dei trasporti dall’energia fossile è stata voluta e costituisce una voce di costo importante, mentre la sua sostituzione viene frenata in ogni modo.
È ‘solo’ una contestazione per il carovita ma insieme un tassello della più generale sollevazione contro i governi che non ascoltano.
È una lezione di dignità che arriva dal Sud attraverso lo strumento dello sciopero, che la concertazione ha lungamente messo sotto attacco, e quindi il tema non è ‘solo’ il contenimento dei costi, ma un pezzo di coscienza collettiva.
Nel corso di un intervento programmatico alla conferenza del Global Network for Public Theology, tenutosi il 20 ottobre ad Amsterdam, Jerry Pillay, segretario generale del Consiglio ecumenico delle chiese (CEC), ha riflettuto sul perché la teologia pubblica debba interrogarsi su come la fede cristiana debba essere articolata, incarnata e testimoniata nella realtà pubblica di un mondo al contempo frammentato e interconnesso.
“L’alleanza di Dio riguarda le comunità”, ha affermato. “La questione è quale tipo di presenza pubblica incarni il cristianesimo. L’umanità si trova ad affrontare crisi che nessuna nazione o istituzione può risolvere da sola.”
Per leggere l’intervento di Pillay: WCC general secretary speaks on public theology in a fractured world

























