Il Dossier Statistico Immigrazione in inglese

Una anticipazione in lingua inglese del Dossier Statistico Immigrazione 2019

Foto tratta dal sito www.dossierimmigrazione.it

Roma (NEV), 25 settembre 2019 – E’ disponibile in formato elettronico (pdf) sul sito www.dossierimmigrazione.it la versione in lingua inglese del Dossier Statistico Immigrazione 2018 elaborato dal Centro Studi e Ricerche IDOS e dal Centro studi Confronti, e finanziato dall’Otto per mille alla Chiesa valdese (Unione delle chiese metodiste e valdesi). La versione in inglese è stata realizzata con il sostegno della Fondazione Friedrich Ebert.

Il rapporto rappresenta una anticipazione, in lingua inglese, della presentazione del nuovo Dossier Statistico Immigrazione 2019, che avverrà il prossimo 24 ottobre, a Roma presso il Teatro Orione e in contemporanea in tutte le regioni e province autonome d’Italia.

Il volume in lingua inglese raccoglie i capitoli fondamentali della versione originale in lingua italiana. Nel comunicato stampa che annuncia la pubblicazione IDOS riepiloga i dati riguardanti l’Italia e il fenomeno migratorio: “Con i suoi 5,2 milioni di stranieri residenti, pari all’8,7% della popolazione complessiva, di cui 3,7 milioni costituiti da cittadini non-Ue regolarmente soggiornanti, l’Italia resta uno dei principali paesi Ue di immigrazione (dopo Germania e Regno Unito e in linea con Francia e Spagna)”.

I dati di quest’anno dicono che “il numero degli stranieri regolari resta sostanzialmente stabile sia per il blocco – dal 2011 – dei canali di ingresso regolari per lavoratori non comunitari che intendano inserirsi stabilmente in Italia (nonostante il lavoro resti il principale motivo delle migrazioni economiche a livello globale), sia per i discutibili e onerosi accordi con la Libia siglati nel 2017”.

Su quest’ultima questione la ricerca rileva che “nel 2018, il crollo a poco più di 26.000 delle persone sbarcate in Italia (-80,4% rispetto alle oltre 119.000 del 2017), poi ridottesi ulteriormente ad appena 6.700 nei primi 9 mesi del 2019 è stato ottenuto al costo salatissimo di centinaia di morti e dispersi in mare (nel Mediterraneo centrale l’Oim ne stima oltre 2.800 nel 2017, e oltre 1.300 nel 2018) e migliaia intercettati e riportati dalla Guardia costiera libica nei campi di detenzione”.

Altro motivo della sostanziale stabilità dei numeri di stranieri nel nostro paese è da imputare “al trasferimento all’estero di un numero sempre più cospicuo di stranieri già regolarmente presenti (40.000 cancellazioni anagrafiche nel 2018, ma il numero effettivo è senz’altro più elevato), soprattutto giovani e altamente qualificati, i quali, al pari di tanti italiani (116.000 cancellati, ma Idos ne stima circa 290.000 effettivi), non trovano più nel paese condizioni (e ambiente) di inserimento favorevoli per una loro permanenza e si spostano in altri paesi, lasciando un’Italia sempre più anziana e meno produttiva e competitiva sul piano internazionale”.

Luca Di Sciullo, presidente del Centro Studi e Ricerche IDOS ha affermato che “In un mondo in cui le sperequazioni tra ricchi e poveri, i conflitti, le dittature, le carestie e i mutamenti climatici spingono sempre più persone a migrare, al punto che attualmente sono arrivati a 272 milioni i migranti nel mondo, di cui 24 milioni rifugiati e richiedenti asilo, è sempre più fondamentale che le dinamiche migratorie che interessano i contesti nazionali, come quello italiano, vengano inquadrate e lette, nelle loro caratteristiche strutturali, alla luce del più ampio contesto europeo e globale, all’interno del quale vanno elaborate e discusse anche tutte le possibili soluzioni”.