Roma (NEV), 9 ottobre 2026 – A 45 anni dalla Marcia dei Trentamila dell’11 ottobre 1981, Comiso torna a essere luogo di incontro, memoria e mobilitazione per la pace. Il 10 e 11 ottobre si svolge infatti l’iniziativa «Comiso, cantiere per la pace». Obiettivo: fare memoria di una delle grandi mobilitazioni pacifiste della storia italiana e rilanciarne l’eredità in un presente segnato da guerre, riarmo e crescente disumanizzazione.
All’iniziativa aderiscono gli Ambasciatori di pace dell’Unione cristiana evangelica battista d’Italia (UCEBI), la Chiesa evangelica metodista di Scicli, l’Opera diaconale metodista e la Casa delle culture, una delle attività di Mediterranean Hope (MH), programma migranti e rifugiati della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), in provincia di Ragusa.
«Il cammino per la pace nasce da persone di Comiso che hanno coinvolto associazioni e cittadini del territorio, da Vittoria a Scicli e Modica», spiega Giovanna Scifo, componente del comitato organizzatore, coordinato da Giovanni Cannata. «È un percorso che raccoglie anche la partecipazione di persone che erano presenti nel 1981 e che continuano a credere nella pace, intesa sia come impegno politico sia come pratica quotidiana».
Dalla Marcia dei Trentamila a oggi
L’11 ottobre 1981, circa 30.000 persone provenienti da diverse parti d’Italia e d’Europa si ritrovarono a Comiso per manifestare contro la corsa agli armamenti e l’installazione dei missili nucleari nella base siciliana. Una mobilitazione che riunì attivisti e persone preoccupate per una politica internazionale sempre più orientata al riarmo.
«Vogliamo che queste giornate siano un inizio: un percorso da costruire insieme, perché la società civile si attivi e faccia sentire la propria voce», prosegue Scifo. «Per questo stiamo lavorando anche alla raccolta di materiali e testimonianze attraverso un gruppo dedicato alla memoria, con l’obiettivo di custodire la storia della mobilitazione del 1981 e renderla occasione di riflessione e partecipazione anche oltre queste due giornate».
Il programma di sabato prevede, tra gli altri interventi, quello di Bruno Gabrielli, esponente delle chiese evangeliche, e di Margherita Bonomo, dell’Università di Catania e legata alle realtà della Verde Vigna e della Ragnatela, che approfondirà il ruolo delle donne nella mobilitazione pacifista del 1981.
Verde Vigna e Ragnatela
Verde Vigna e Ragnatela sono i nomi dei due storici terreni adiacenti alla base NATO di Comiso, acquistati dai movimenti pacifisti e nonviolenti nei primi anni ’80 per contrastare fisicamente e legalmente l’installazione dei missili. Il primo, acquistato dai movimenti nonviolenti italiani ed ecologisti (tra cui il Movimento Nonviolento e il MIR – Movimento Internazionale della Riconciliazione). Il secondo, La Ragnatela, fu acquistato e gestito dal movimento internazionale delle donne e da collettivi femministi.

«Perché la pace ha bisogno della partecipazione di tutti», è l’appello degli organizzatori, che invitano associazioni, comunità e singoli cittadini a prendere parte al percorso.
Per inviare adesioni: comisocantiereperlapace@gmail.com.
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